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Un milione e 300.000 siti web sono stati chiusi in Cina nel corso del 2010. Il dato viene da una fonte ufficiale, l’ Accademia cinese di Scienze sociali che – come riferisce la BBC – ha precisato che alla fine dell’ anno scorso c’ erano il 41% di siti web in meno rispetto al 2009.

Nonostante questo, la Cina popolare avrebbe un ‘’alto livello di libertà di espressione online’’ ha detto Liu Ruisheng, uno dei ricercatori dell’ Accademia, aggiungendo che nonostante il declino del numero di siti, quello delle pagine sarebbe cresciuto, toccando i 60 miliardi, durante il 2010, con un incremento del 79% rispetto all’ anno precedente.

‘’Questo – ha osservato – significa che i nostri contenuti stanno diventando più forti e la nostra supervisione è più stretta e regolata’’.

Molte associazioni per i diritti umani – prosegue la BBC – da tempo protestano contro la censura del web da parte delle autorità cinesi, che hanno imposto una vasta e profonda rete di controlli. Un gran numero di siti online vengono quotidianamente bloccati, fra cui il servizio in lingua cinese della BBC, Facebook, Youtube e Twitter.

Fonte: www.lsdi.it

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di Marco Ferrando

Presenterà l’attualità socio-economica cinese attraverso gli articoli di 200 tra agenzie di stampa, riviste e centri di ricerca di eccellenza. E’ dedicato a ricercatori, uomini d’affari, giornalisti, studenti

Della Cina molto si parla, molto si dice, molto si scrive. Ma spesso poco si sa, e si prende per buono tutto o quasi quello che la giungla dei mass media propone all’attenzione dell’Occidente. Per alzare la qualità dell’informazione, selezionando i temi ma soprattutto le fonti, è operativo da oggi www.thechinacompanion.eu, il primo portale interamente dedicato all’attualità socio-economica cinese letta attraverso gli occhi di chi la Cina la conosce veramente, ovvero 200 tra news agencies, riviste e centri di ricerca di eccellenza. L’iscrizione è gratuita (basta registrarsi), e già oggi sono a disposizione dell’utente più di 4.700 documenti, tra news, articoli di riviste specializzate e paper di ricerca.
L’iniziativa, presentata il 6 ottobre, è del Centro Einaudi di Torino (www.centroeinaudi.it) e beneficia dei fondi assegnati dalla Fondazione Crt e dalla Camera di commercio subalpina. Il curatore è Giovanni Andornino, giovane ricercatore all’Università di Torino che da anni si occupa di rapporti tra Oriente e Occidente: «Intendiamo offrire un’assistenza qualificata a chi si interessa di Cina ad alto livello», spiega, ricordando che il portale – come suggerisce il nome – si propone proprio come una vera e propria raccolta di “istruzioni per l’uso”: «La disponibilità di una gran quantità di informazioni – osserva – non è una garanzia di conoscenza. Anzi, con un tema così frequentato come la Cina, aumenta il rischio di perdersi, o di farsi un’idea che non corrisponde alla realtà. Noi offriamo solo informazioni serie e ‘certificate’».
The China companion è uno strumento che si rivolge a un pubblico di alto profilo (ricercatori, uomini d’affari, giornalisti, studenti), al quale è in grado di fornire in tempo reale ad esempio una rassegna stampa aggiornata e qualificata di tutto quello che riguarda la Cina, la situazione economica e politica, i rapporti con la Cina: «Tutte le fonti – sottolinea Andornino – sono state selezionate per affidabilità da un pool di esperti». Tre le sezioni del portale: una dedicata alle news, aggiornata automaticamente, e altre due (journals e think tank) curate direttamente dai redattori del sito; «tutti i contenuti di queste due parti – assicura il coordinatore – vengono prima letti ed esaminati uno per uno, quindi inseriti sul web manualmente».
Nulla di casuale, dunque. Perché la Cina, è ben noto, non ammette principianti. Gli obiettivi? Arrivare a 10mila contenuti online entro la fine dell’anno, e «costruire una rete di esperti sull’Estremo oriente che si riconoscano nel portale, vi collaborino e ne discutano», anticipa la direttrice del Centro Einaudi, Giuseppina De Santis. Tanto è vero che il team di curatori – superato un primo periodo di prova durante il quale il portale verrà presentato al pubblico italiano – non esclude di iniziare una vera e propria tourné in giro per le università di tutto il mondo: «Siamo i primi a imbatterci in un’avventura di questo tipo, per di più interamente free. Puntiamo a un prodotto di matrice italiana ma di levatura europea, per questo intendiamo farci conoscere nelle università, nei centri ricerca e nel mondo dei media che contano».

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MILANO (MF-DJ)–Sina, il piu’ grande portale internet cinese con un miliardo di pagine viste al giorno, diventa partner di Rcs Mediagroup attraverso la controllata Rcs Periodici in AtCasa, un progetto multimediale realizzato grazie all’accordo siglato in agosto.
A partire da fine ottobre, si legge in una nota, gli utenti di Sina potranno quindi “sfogliare” sul web i contenuti del portale occidentale dedicato al design, all’architettura e al lifestyle, realizzato da una doppia redazione in Italia e in Cina, aggiornati quotidianamente e interamente tradotti in lingua con sezioni interattive e rubriche multimediali.

“L’accordo con Sina -ha commentato Matteo Novello, d.g. di Rcs Periodici- apre all’industria editoriale italiana e agli investitori pubblicitari del settore uno dei mercati piu’ interessanti ed in forte evoluzione. L’alleanza tra i due gruppi e’ rafforzata dalla joint venture Rizzoli Beijing, certificata nei giorni scorsi dalle autorita’ della Repubblica Popolare Cinese, che permette la realizzazione e la distribuzione delle edizioni in lingua di Case da Abitare, che partira’ a ottobre, di Abitare, gia’ presente, e, appunto, AtCasa.”

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