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Posts Tagged ‘SHANGHAI’

L’Area Liangjiang della Municipalità di Chongqing è stata costituita nel 2010 come nuova are di sviluppo industriale e di ricerca nel settore biomedicale. Risulta la terza area di sviluppo in Cina dopo la Nuova Area Pudong di Shanghai e la Nuova Area Binhai di Tianjin.

Il 25 aprile la Municipalità di Chongging ha stipulato un accordo con un gruppo di sei rinomati esperti internazionali e domestici guidato da K.Barry Sharpless, insignito del premio Nobel per la chimica nel 2001, per creare nell’area Liangjiang un piano di sviluppo nel settore medicale e dell’industria della salute. In particolare dovrà essere predisposto un sistema di supporto per la valutazione tecnologica per il trasferimento in loco di tecnologie innovative, investimenti rispondenti agli standard di entrata sul mercato e di gestione manageriale per permettere alle società insediate competitive sul piano globale.

Il team di esperti supporterà inoltre il piano di sviluppo per nuove medicine adatte sia per il mercato cinese che per quello internazionale in modo da rendere solide le fondamenta della locale industria biomedicale.

L’obiettivo che si intende conseguire nel periodo 2012-2015, 12° Piano quinquennale, è quello di realizzare un fatturato industriale di circa 50 miliardi di RMB (circa 7,9 miliardi di USD).

Fonte ACCADEMIA EURASIA

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Cinque grafiche esclusive a simboleggiare il legame tra Cina ed Italia per questa 500 First Edition in serie limitata da 100 esemplari.

 

E’ stata presentata a Shanghai la Fiat 500 “First Edition”, realizzata solamente per il mercato cinese e personalizzata con motivi creati da cinque giovani designer cinesi. Questa serie di 500 è una “Limited Edition” da 100 esemplari rigorosamente numerati che anticipa di un paio di mesi l’uscita ufficiale della 500 previsto per il prossimo 15 settembre.
Lorenzo Sistino, Executive Vice President International Operations di Fiat Group Automobiles, colui che ha presentato questa 500 First Edition a Shanghai, ha dichiarato: ”L’inizio della fase di pre-ordini è un momento fondamentale per il lancio della 500 in questo mercato. Il modello 500 ha il compito di posizionare il brand nel mercato in quanto è la vettura che meglio esprime i valori di Fiat”.

La First Edition è realizzata sulla base della 500 Lounge ed è caratterizzata dalla carrozzeria bianco perla, interni in pelle rossa ed un badge identificativo posto sul montante della porta. Come motorizzazione invece monta il 1.4 litri MultiAir benzina da 101 CV che si è aggiudicato il premio “International Engine of the Year Awards 2010” abbinato ad un cambio automatico a sei velocità.
Come spiega però Lorenzo sistino, la particolarità di questa 500 First Edition consiste nell’essere: “una proposta speciale che riserviamo ai clienti cinesi e rappresenta idealmente un simbolo che unisce le due culture. Non a caso, abbiamo scelto di affidarne la realizzazione a cinque giovani artisti cinesi che hanno interpretato in modo creativo e originale il rapporto tra i nostri due Paesi, oltre a rendere omaggio al lancio della 500 in questo mercato. La 500 avrà moltissime versioni e serie speciali, oltre ai 100 esemplari della “First Edition”. Infatti, il prossimo anno lanceremo il modello convertibile 500C e l’esclusiva serie speciale “500 by Gucci”.  La Fiat 500 è il primo grande passo di Fiat in questo grande mercato: entro la fine del 2012 avremo il lancio della nuova berlina prodotta interamente in Cina nello stabilimento di Changsha insieme al nostro partner di GAC”.

Le 5 esclusive grafiche realizzate dagli artisti cinesi rappresentano il profondo legame tra Italia e Cina, un legame che non solo in campo automobilistico ma più in generale in quello del commercio sta divenendo sempre più stretto, aprendo ad entrambi i paesi nuove frontiere. La gamma Fiat 500 in Cina ha un prezzo di circa 21.000 euro ed offre 3 allestimenti (Pop, Sport e Lounge).

Fonte: www.infomotori.com

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(AGI) – Bologna, 23 mag. – L’assessore regionale alle Attivita’ produttive dell’Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli, ha incontrato, oggi, una delegazione istituzionale della provincia cinese del Liaoning, guidata da Zhao Guohong, vicepresidente dell’Associazione del Liaoning per l’Amicizia con i paesi straneri, da Lu Song, direttore del locale Centro di Ricerca per lo Sviluppo, e da Chen Guangiung, vicedirettore del Dipartimento delle Finanze del Liaoning. Al centro dell’incontro, lo sviluppo delle relazioni bilaterali e il rafforzamento dell’accordo di collaborazione tra i due territori, stipulato nel 1987. “La collaborazione bilaterale – ha evidenziato l’assessore Muzzarelli – si sviluppera’ in particolare sui settori del turismo, dell’innovazione e trasferimento tecnologico, della produzione biologica e della meccanica specializzata, anche con la partecipazione ai piu’ importanti eventi fieristici. Per questo, oggi proponiamo di costituire un gruppo di lavoro che individui le opportunita’ migliori per cittadini ed istituzioni, e concretizzi e dia gambe alla collaborazione tra Regione Emilia-Romagna e Provincia di Laoning”. Il Liaoning e’ una delle 22 Province della Repubblica Popolare Cinese. Si trova nella parte meridionale della Cina nord-orientale, chiamata Manciuria. Il capoluogo e’ Shenyang, dove dal 1949 ad oggi, sono state installate industrie per la produzione di auto, aerei, locomotive, turbine e trasformatori elettrici, fonderie di rame, zinco e piombo. Il tessile e la conservazione dei prodotti alimentari sono due settori in costante sviluppo e di notevole peso economico nella provincia.
Un’esposizione industriale, simile a quella di Shanghai, testimonia l’importanza di questa citta’ nel settore industriale. La citta’ di Anshan e’ il principale centro siderurgico cinese per l’acciaio e la ghisa, mentre la citta’ di Luda costituisce il piu’ moderno centro marittimo con un porto attivo, con cantieri navali (petroliere e transatlantici), officine ferroviarie, stabilimenti meccanici (trattori e attrezzi agricoli). E’ l’unico porto che, data la sua profondita’, puo’ ospitare navi di grosso tonnellaggio.

Fonte: www.agi.it

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L’azienda pensa a un cambio di strategia per rilanciare il marchio. La promozione continuerà in altre città cinesi.

Shanghai, 7 mar. (TMNews) – La Barbie non nascerà più a Shanghai. La Mattel ha deciso di chiudere la sua fabbrica nella città cinese, l’unica dedicata esclusivamente alla produzione della più celebre delle bambole. Attraverso un comunicato l’azienda ha fatto sapere che continuerà a promuovere il marchio in altre città della Cina.

Le vendite non hanno raggiunto i livelli sperati e Mattel è stata obbligata a ridurre i suoi obiettivi di un terzo nel corso dei primi otto mesi seguiti all’apertura. Linda Du, portavoce della Mattel, non ha voluto però fornire i dati sulle vendite su Shanghai e il resto della Cina. Secondo quanto spiegato, la chiusura della fabbrica rappresenta soltanto un cambio di strategia dell’azienda. La portavoce ha precisato che una nuova campagna per la promozione del marchio sarà promossa entro l’anno.

Fonte: www.tmnews.it

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La Fondazione Italia Cina ha attribuito a Pininfarina il premio “Capital Elite – Migliore testimonianza Made in Italy Design”, uno dei piu’ prestigiosi riconoscimenti dei China Awards, la quinta edizione della cerimonia di premiazione di aziende, istituzioni e personalita’ che meglio hanno colto le opportunita’ offerte dalle relazioni economiche e culturali tra Italia e Cina. Paolo Pininfarina, presidente del gruppo, ritirera’ il premio, questa sera, a Palazzo Mezzanotte, Milano.
“Questo nuovo riconoscimento ? commenta Paolo Pininfarina ? ci riempie di orgoglio perche’ riafferma il ruolo di Pininfarina quale eccellenza del design e ambasciatore del Made in Italy nel primo mercato al mondo. Pininfarina e’ stata la prima azienda italiana a fornire, gia’ dal 1996, servizi di stile ed ingegneria ai costruttori automobilistici cinesi. La nostra piu’ che decennale presenza, con una sede a Pechino che opera dagli anni Novanta, ha contribuito a sviluppare vetture di grande successo”.
Il premio arriva a pochi giorni dall’apertura, per Pininfarina, di una società di diritto cinese nel distretto di Shanghai a seguito di un accordo con l’agenzia governativa Shanghai International AutoCity Development (SIAD), che sta supportando Pininfarina nell’avviamento della nuova sede e, in generale, nelle relazioni con le Istituzioni, i clienti e i fornitori. Nasce così la Pininfarina Automotive Engineering (Shanghai) Co. Ltd., un Centro Sviluppo Prodotto che permettera’ a Pininfarina di sviluppare parte delle attivita’ di ingegneria per gli OEM cinesi vicino a loro e, in certi casi, insieme a loro, in maniera da rispondere sempre meglio alle crescenti esigenze di quel mercato.
“La Cina rappresenta attualmente uno dei pochi mercati automotive di cui e’ prevista una decisa crescita nei prossimi anni – spiega l’amministratore delegato Silvio Pietro Angori – Tutte le piu’ importanti societa’ del mondo hanno ormai costituito una stabile organizzazione in loco per poter sfruttare al meglio l’evoluzione del mercato, che ora richiede servizi di contenuto tecnico elevato ed una presenza locale. Per Pininfarina il mercato cinese e’ di gran lunga il piu’ importante e la decisione di avere una consistente presenza a Shanghai – a regime, alcune dozzine di persone di altissima professionalita’ – e’ stata facilitata – conclude – dall’offerta da parte delle autorità locali di particolari benefici all’insediamento e da un supporto continuativo a livello culturale e relazionale per lo sviluppo delle nostre attivita’ sul territorio”.

Fonte: www.aziende-oggi.it

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Riparte la nuova edizione di Move to China, il corso che prepara giovani talenti ad affrontare un mercato complesso come quello cinese e supportare le imprese nello sviluppo di progetti di internazionalizzazione per entrare, vendere, gestire un’azienda in Cina.

La formula del nostro corso prevede 3 fasi:

– MODULO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE IN ITALIA della durata di 2 mesi  in  formula week end (venerdì pomeriggio e sabato intera giornata).
– MODULO DI SPECIALIZZAZIONE IN CINA della durata di 2 settimane full time a Shanghai con lezioni in aula e visite aziendali
– STAGE O PROJECT WORK IN ITALIA O IN CINA della durata di 3 mesi

Study&Business tour in Cina
2 settimane di lezione e visite aziendali nel distretto di Shanghai

Stage
Move to china richiede impegno e determinazione, ma riserva reali opportunità di carriera. Il nostro STAGE  in Italia o direttamente in CINA darà la possibilità di entrare in contatto con le più rappresentative aziende interessate ad attivare o sviluppare Business con la Cina o con società di consulenza specializzate in internazionalizzazione di impresa.Move to China propone NUOVE PROSPETTIVE PER tutti i TALENTI che hanno voglia di mettersi in gioco in un contesto ricco di sfide, ma anche di e di opportunità.

Durata
Ottobre – Dicembre 2010

Sedi didattiche:
Cofimp
Via Corticella 1/2 – Bologna
Jesa consulting
House 4, Lane 112, Feng yang Road Shanghai

Scarica la Brochure
Per ulteriori informazioni: Move to China

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(AGI) – Roma, 20 sett. – Italia e Cina per quattro giorni sono state unite dal gusto per la pasta. L’Expo Universale di Shanghai ha riunito infatti i protagonisti della filiera produttiva del prodotto italiano di qualita’ insieme a esperti, nutrizionisti e chef. Si e’ trattato di un assaggio dell’eccellenza del Made in Italy e dell’occasione per incontrare il pubblico cinese, aprendo le porte a un nuovo mercato. Lo sanno bene i tanti produttori italiani presenti, pronti a promuovere la pasta come vessillo di qualita’: “Pastatrend Shanghai – spiega Antonio Marcello Brundu, Direttore commerciale del Pastificio sardo Brundu – e’ stato un importante veicolo per l’immagine della pasta italiana, indiscusso simbolo del lifestyle nostrano, che permette soprattutto alle piccole e medie imprese che hanno puntato verso una produzione di qualita’, di affacciarsi a nuovi e grandi mercati che apprezzano sempre piu’ il Made in Italy nelle sue migliori espressioni. Il primo pensiero che viene alla mente – prosegue – osservando il mercato cinese sono le grandi potenzialita’. Questo per una serie di motivi: prima fra tutte le dimensioni. Si notano consumi in costante crescita, specie per i prodotti di qualita’. L’Italia con le sue eccellenze puo’ soddisfare questa nuova domanda in particolare nel settore alimentare e la pasta, in questo incontro fra le nostre realta’, sarebbe un assente ingiustificato proprio per la sua capacita’ di rappresentare al meglio il nostro paese”. “Siamo stati in Cina con PastaTrend anche per questo – spiega Roberto Ranieri, Amministratore Unico Open Fields srl Parma -. Occorrera’ sviluppare una filiera produttiva, capire quali sono le varieta’ di grano duro piu’ adatte alla coltivazione, iniziare programmi di breeding, fare investimenti sul settore molitorio e su quello della pastificazione. Per sviluppare una filiera occorrono anni, ma se non si incomincia, non sara’ mai possibile produrre la pasta Italian-style in Cina”. Una sfida interessante che cammina di pari passo con il rispetto della tradizione italiana, in tutti gli anelli della filiera produttiva. “Questo e’ il segreto nel nostro successo in tutto il mondo – spiega Luca Da Corte Croera, Presidente Produttori Pasta Fresca -. L’amore con cui questa antica tradizione viene rispettata nei nostri laboratori, la pazienza profusa nella lavorazione che conferisce al prodotto resa nella cottura, unicita’ del gusto, leggerezza e quindi digeribilita’”. Caratteristiche che fanno della pasta italiana una garanzia di genuinita’ e salubrita’. La prevenzione delle malattie cardiovascolari tramite la Dieta mediterranea’, ha spiegato Giuseppe Neri, Vice Presidente Societa’ Italiana dei Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri, e’ un’altro dei punti di forza del Made in Ialy. “Interessante l’esperimento di utilizzare la pasta come base di ricette tradizionali cinesi e valutarne gusto e valore nutrizionale”, commenta Alessandro Pinto, Esperto di Scienze dell’Alimentazione e Docente alla facolta’ di Medicina e Chirurgia dell’Universita’ “La Sapienza” di Roma in merito alle iniziative di PastaTrend a Shanghai. Che pero’ precisa: “Le tradizioni alimentari e gastronomiche, a tutela della biodiversita’ sotto il profilo alimentare, nutrizionale e salutistico sono un patrimonio che non puo’ e non dev’essere sacrificato”. Dunque e’ necessario promuovere la “cultura” della dieta mediterranea. “Occorre informare – prosegue – sul ruolo che un determinato cibo puo’ avere nel contesto della dieta tradizionale, laddove questo cibo vada ad incontrare i gusti e le scelte del consumatore. Va da se’ che in questo senso nutrizione e gastronomia devono realizzare il proprio matrimonio: per esempio puo’ essere interessante l’esperimento di utilizzare la pasta come base di ricette tradizionali cinesi. Quindi e’ auspicabile una integrazione del modello alimentare cinese con la dieta mediterranea, piuttosto che una sostituzione”. E in questo la pasta italiana puo’ davvero fare la differenza: “Grazie alle nostre materie prime di qualita’, ai nostri metodi di produzione ed essiccazione – spiega Enrico Roda, Direttore della Scuola di specializzazione di gastroenterologia dell’Universita’ di Bologna e Responsabile dell’Unita’ operativa di gastroenterologia del Policlinico Sant’Orsola – la pasta italiana possiede un indice glicemico migliore rispetto alle paste cinesi, rallentando l’assorbimento dello zucchero da parte dell’intestino e riducendo il rischio di diabete”. Concorde Alfio Amato, del Dipartimento Cardiovascolare del Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna:  “In Cina, la cucina italiana potrebbe essere introdotta nella dieta come cibo esotico e la pasta potrebbe essere certamente apprezzata, non solo perche’ buona e gustosa, ma anche salutare per la linea. Per il sistema cardiocircolatorio e per gli organi intestinali, questo alimento sarebbe addirittura da preferire al riso”. “Guardiamo alle potenzialita’ del prodotto pasta e alle analogie tra le tradizioni culinarie italiana e cinese – esorta Ruffini -. La pasta ha un sapore neutro, facilmente abbinabile a molti ingredienti e sughi, anche cinesi. I ristoranti che fanno pasta davvero al Made in Italy sono molti – prosegue – e questo e’ un fattore importante, perche’ sta a significare come il popolo orientale sia riuscito a sposare al meglio la pasta italiana”.

Fonte: www.agi.it

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