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Un milione e 300.000 siti web sono stati chiusi in Cina nel corso del 2010. Il dato viene da una fonte ufficiale, l’ Accademia cinese di Scienze sociali che – come riferisce la BBC – ha precisato che alla fine dell’ anno scorso c’ erano il 41% di siti web in meno rispetto al 2009.

Nonostante questo, la Cina popolare avrebbe un ‘’alto livello di libertà di espressione online’’ ha detto Liu Ruisheng, uno dei ricercatori dell’ Accademia, aggiungendo che nonostante il declino del numero di siti, quello delle pagine sarebbe cresciuto, toccando i 60 miliardi, durante il 2010, con un incremento del 79% rispetto all’ anno precedente.

‘’Questo – ha osservato – significa che i nostri contenuti stanno diventando più forti e la nostra supervisione è più stretta e regolata’’.

Molte associazioni per i diritti umani – prosegue la BBC – da tempo protestano contro la censura del web da parte delle autorità cinesi, che hanno imposto una vasta e profonda rete di controlli. Un gran numero di siti online vengono quotidianamente bloccati, fra cui il servizio in lingua cinese della BBC, Facebook, Youtube e Twitter.

Fonte: www.lsdi.it

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Il 56% degli utenti in Egitto e il 54% in Cina sono impegnati in attività digitali contro il 20% del Giappone, il 25% della Danimarca, e il 26% della Finlandia. Tutti i numeri di TNS del social network nei paesi a più rapido sviluppo

Se Facebook non riesce a sfondare a Est (né in Russia né in Cina, ma anche in Brasile trova in Google Orkut un rivale coriaceo), nei paesi emergenti piacciono altri social network. L’azienda inglese di ricerche TNS ha però messo sotto la lente 50 mila utenti online, in 46 paesi: lo studio riguarda il 90% della popolazione online per verificare come in Cina, Egitto, Malesia ed altri mercati emergenti i cellulari e la comunicazione digitale stiano transformando il modo di interagire e di imparare di interi popoli.

Massicci investimenti in infrastrutture stanno convincendo gli utenti ad abbracciare nuovi canali in modalità più attiva. Il mondo digitale sta transformando le vite, lo sviluppo, l’interazione degli utenti onlinenei mercati emergenti.

In termini di attività, il 56% degli utenti in Egitto e il 54% in Cina sono impegnati in attività digitali contro il 20% del Giappone, il 25% della Danimarca, e il 26% della Finlandia, anche se il Sol,Levante e il Nord Europa sono paesi più avanzati sotto il profilo delle infrastrutture. L‘88% degli utenti online in Cina e il 51% in Brasile ha scritto su un blog o su un forum, contro il 32% degli Stati Uniti.

Internet è inoltre diventata l’opzione di default per il foto sharing tra gli utenti online nei mercati a rapida crescia, soprattutto in Asia. Secondo TNS il numero dei cyber-navigatori che ha uploadato foto sui social network o su siti di condivisione foto è pari al 92% in Tailandia, all’88% in Malesia, e all’87% in Vietnam, rispetto a percentuali più modeste nei mercati sviluppati: meno di un terzo in Giappone (28%) e meno della metà in Germania (48%).

I paesi emergenti inoltre preferiscono usare i social media rispetto alle email. In Malesia gli utenti passano 9 ore a settimana sul social networking; in Russia trascorrono 8.1 ore alla settimana, e in Turchia 7.7 ore settimanali. TNS fotografa 5.2 ore trascorse sui social media (come Facebook e LinkedIn) nei paesi emergenti contro le 4 ore a scrivere o rispondere a email.

I cellulari servono ad effettuare il log in sui siti di social media (per 3.1 ore a settimane contro le 2.2 ore a settimana per le e-mail). Negli Stati Uniti il 36% degli utenti online prevedere una crescita del social networking in mobilità nei prossimi 12 mesi, contro il 26% che prevede crescita del social networking su PC . In Australia la percentuale sale al 44% (contro il 26%) e in Svezia s’impenna al 53% (contro il 28%).

E cosa si cerca in mobilità? Ma le news naturalmente. Gli utenti vanno su Internet a caccia di news: il 61% dei cyber-navigatori online visitano le risorse digitali come canali top media, rispetto al 54% su Tv, il 36% in radio, e il 32% sulla stampa.

Fonte: www.itespresso.it

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