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Archive for the ‘Cronaca e Attualità’ Category

La Fondazione Sviluppo delle Donne della Cina ha comunicato il 27 giugno di aver lanciato sul mercato un fondo da 10 milioni di RMB (circa 1,57 milioni di USD) finalizzato a migliorare le condizioni di vita delle donne.

In particolare il Fondo opererà nell’area di cura della salute e nell’assistenza all’avvio di iniziative di affari.

Le organizzazioni di beneficenza femminili possono richiedere borse di studio che variano di valore da 300.000 RMB (47,166 dollari) a 1 milione di RMB per ogni progetto.

La Fondazione organizzerà gli esperti per discutere e valutare le offerte, al fine di prendere una decisione pulita.

Negli ultimi anni, una serie di scandali ha scosso il settore della beneficenza in Cina, rendendo queste organizzazioni più prudenti nella raccolta e distribuzione dei fondi.

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Allo scopo di risparmiare le risorse idriche e regolare meglio la domanda del mercato, la Cina sta introducendo la tariffazione progressiva dell’acqua sia nelle zone urbane che nelle zone rurali.

Per la tariffazione progressiva si intende che il prezzo dell’acqua incrementerà gradualmente con l’aumento del consumo di acqua.

Il governo cinese ha intenzione di applicare alte tariffe d’acqua per le industrie ad alta intensità idrica e incoraggiare il riutilizzo di acqua riciclata.

Per i residenti nelle aree rurali le tariffe d’acqua saranno scontate quando la quantità dell’acqua usata sarà nel limite della quota stabilita. Quando il consumo sarà superiore a detta quota, il prezzo sarà aumentato progressivamente.

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Secondo l’Agenzia di notizie Xinhua, il 29 giugno Li Guoying, Vice Ministro delle Risorse Idriche ha dichiarato durante i lavori del Comitato Permanente del Congresso Nazionale del Popolo che il Governo Centrale ha deliberato il piano quinquennale per migliorare la sicurezza dell’acqua da bere delle aree rurali, che prevede un investimento di 175 miliardi di RMB (22,5 miliardi di USD) sarà finanziato come segue: 68% con fondi statali, 22 % con fondi dei governi locali e il residuo 10% dai residenti delle aree rurali.

Si stima che iresidenti locali dovranno sostenere individualmente un onere di circa 54,6 RMB all’anno.

Attualmente in Cina circa 298 milioni di persone che vivono nelle aree rurali soffrono di carenza di acqua potabile.

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L’Area Liangjiang della Municipalità di Chongqing è stata costituita nel 2010 come nuova are di sviluppo industriale e di ricerca nel settore biomedicale. Risulta la terza area di sviluppo in Cina dopo la Nuova Area Pudong di Shanghai e la Nuova Area Binhai di Tianjin.

Il 25 aprile la Municipalità di Chongging ha stipulato un accordo con un gruppo di sei rinomati esperti internazionali e domestici guidato da K.Barry Sharpless, insignito del premio Nobel per la chimica nel 2001, per creare nell’area Liangjiang un piano di sviluppo nel settore medicale e dell’industria della salute. In particolare dovrà essere predisposto un sistema di supporto per la valutazione tecnologica per il trasferimento in loco di tecnologie innovative, investimenti rispondenti agli standard di entrata sul mercato e di gestione manageriale per permettere alle società insediate competitive sul piano globale.

Il team di esperti supporterà inoltre il piano di sviluppo per nuove medicine adatte sia per il mercato cinese che per quello internazionale in modo da rendere solide le fondamenta della locale industria biomedicale.

L’obiettivo che si intende conseguire nel periodo 2012-2015, 12° Piano quinquennale, è quello di realizzare un fatturato industriale di circa 50 miliardi di RMB (circa 7,9 miliardi di USD).

Fonte ACCADEMIA EURASIA

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Siamo così concentrati sui nostri problemi che non ci accorgiamo, a volte, che anche in altre aree del mondo sarebbe necessaria una stagione riformatrice.

Si è tenuta a Shanghai, a inizio marzo, una conferenza organizzata dalla Banca Mondiale nella quale è stato presentato e discusso il rapporto Cina 2030 sulle prospettive a medio termine dell’economia cinese.

La domanda centrale era: riuscirà la Cina a diventare un paese ad alto reddito nell’arco dei prossimi due decenni?

Il Rapporto prevede che nella seconda metà di questo decennio la crescita dell’economia cinese rallenti verso il 7 per cento annuo (dall’8,5 attuale) per poi  scendere al 5 per cento dal 2026-2030. Questo rallentamento, in linea con le stime del DRC (Development Research Centre, un centro studi del governo cinese), dovrebbe consentire alla Cina di diventare la prima economia mondiale e un paese ad alto reddito, secondo la definizione del DRC, vale a dire un paese con un reddito procapite paria 16.000 dollari USA (molto basso se confrontato con i 34.000 dollari USA del reddito procapite italiano nel 2010).

Ma per poter raggiungere questo obiettivo la Cina dovrebbe realizzare una lunga lista di riforme strutturali, si argomenta nel Rapporto della Banca Mondiale. Lo stato cinese dovrebbe ridurre i controlli sui mercati dei capitali (i tassi di interesse in Cina sono infatti fissati per decreto e non sulla base dell’agire dei mercati); il mercato del lavoro è sottoposto a forti regolamentazioni, soprattutto di limitazione della mobilità dalle campagne; la terra è soggetta a vincoli ed espropriazioni statali. I settori industriali inoltre sono dominati da imprese statali. Va inoltre riequilibrato il rapporto tra investimenti e consumi. Al momento i governi locali cinesi cercano di incoraggiare gli investimenti di produttori stranieri e di imprese statali offrendo terra a basso costo (spesso espropriata ai contadini), tasse locali molto ridotte e energia elettrica sotto costo. La crescita cinese ha finito per essere quasi interamente trascinata dagli investimenti con un elevato costo in termini ambientali. L’inquinamento, l’avvelenamento delle falde acquifere, la distruzione delle risorse naturali in Cina ha pochi eguali nel mondo. Una riforma fiscale e programmi di risanamento ambientale sono tra le priorità del Rapporto.

Il forte squilibrio verso l’accumulazione di capitale lascia al lavoro una fetta di reddito nazionale esigua e questo genera una forte disuguaglianza. I bassi salari e l’assenza di un sistema pensionistico e di welfare fanno si che la domanda interna sia molto compressa. La Cina esporta massicciamente e i cinesi però non si arricchiscono, in media, come potrebbero. Questo fa sì che la domanda che la Cina esercita verso il resto del mondo è molto ridotta in rapporto al suo peso mondiale.

La Cina accumula giganteschi surplus di bilancia commerciale che però mettono a rischio le relazioni con gli altri paesi (USA e UE innanzitutto).

La domanda allora è: ce la farà la futura classe dirigente cinese a mettere in pratica questa agenda riformista? E se fallisse?

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

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Si annunciano zero profitti o perdite. Più del 3% andranno in bancarotta. La crisi economica, la stagnazione delle esportazioni e la crescita dei prezzi affligge il 72% delle Pmi. Centinaia di proprietari fuggono e si nascondono, lasciando decine di migliaia di operai senza salario.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Quest’anno i bilanci delle piccole e medie industrie (Pmi) cinesi saranno in perdita o senza alcun profitto. Secondo gli stessi proprietari, la situazione è peggiore di quella della crisi del 2008.
Un’inchiesta condotta nel Guangdong da Alibaba.com e dalla Scuola nazionale di sviluppo dell’università di Pechino mostra che nei prossimi sei mesi il 72% delle Pmi alla foce del Fiume delle Perle avranno zero profitti o piccole perdite, mentre il 3,3% di esse dovrà chiudere i battenti.

Secondo i dati raccolti, in un anno il profitto medio delle aziende è sceso del 30-40%. Allo stesso tempo, il costo dei materiali e della manodopera è aumentato bloccando ogni sviluppo. Il 72% degli intervistati nell’inchiesta afferma che l’innalzamento dei costi è il loro problema più grave. Nell’industria tessile e delle confezioni, i costi sono aumentati dell’80%.

La crisi dell’euro e la stagnazione del’economia Usa ha portato a una diminuzione delle esportazioni, così che molte Pmi lavorano solo al 71% delle loro possibilità.

Le Pmi lamentano la mancanza di crediti da parte dello Stato. Almeno il 53% di esse non hanno mai avuto prestiti se non quelli di organizzazioni extrabancarie. La stretta creditizia del governo sulle banche – per frenare l’inflazione – ha dato un ulteriore colpo allo sviluppo delle aziende.

Dopo la diffusione della notizia, secondo cui a Wenzhou (Zhejiang), almeno il 3% delle Pmi aveva dichiarato bancarotta, il Consiglio di Stato ha promesso di aiutare le aziende con alcuni sostegni fiscali e con possibili prestiti bancari, ma finora non vi sono risultati apprezzabili.

Secondo dati del Consiglio di Stato, le Pmi costituiscono il 99% delle compagnie della Cina e offrono l’80% dei posti di lavoro alla popolazione urbana. Esse contribuiscono al 60% del Prodotto interno lordo e al 50% degli introiti fiscali.

Il destino delle Pmi influenza la stabilità e l’ordine nella società. Negli ultimi 9 mesi, nel solo Zhejiang, 228 proprietari sono fuggiti, lasciando 15 mila operai senza salario, per un ammontare di circa 76 milioni di yuan (circa 7,6 milioni di euro).

Fonte: www.asianews.it

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Roma, 7 ott. (TMNews) – Il governo cinese intende investire 2 mila miliardi di yuan (circa 236 miliardi di euro) fino al 2015 per sostenere lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio con l’obiettivo di ottenere un taglio del 16% delle emissioni di CO2 nel consumo di energia per unità di Pil rispetto al valore del 2010.

Il dodicesimo “Piano quinquennale cinese 2011-2015”, si caratterizzerà per una forte spinta verso la green economy. Saranno messi in atto, tra l’altro, una serie di programmi pilota che interesseranno cinque province cinesi e otto grandi città. L’impegno rivolto a diminuire le emissioni di carbonio nelle aree metropolitane avrà un’importanza cruciale per neutralizzare l’impatto derivante dai fenomeni di urbanizzazione in atto sul territorio cinese.

Nei prossimi tre decenni, si stima che il flusso dell’emigrazione verso le aree urbane coinvolgerà nel continente asiatico e in quello africano una popolazione di 1,7 miliardi di individui.

Fonte: http://www.chinadaily.com.cn/business/2010-11/23/content_11594441.htm

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