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Archive for the ‘Business’ Category

La Fiat arriva con grande ritardo sul mercato cinese, e c’è da chiedersi se arriva con il prodotto giusto. Visto il tipo di mercato, infatti, a Marchionne è stato chiesto se ci sia l’intenzione, nel management Fiat, di fare sbarcare in Cina anche il marchio Alfa Romeo, più consono alle caratteristiche che sembra offrire l’arena commerciale locale.

Marchionne ha affermato che esiste l’intenzione di portare in Cina il marchio Alfa Romeo. Come specificato in conferenza stampa, e riportato da Agi, l’ad Fiat ha dichiarato che “ il mercato cinese è ancora interessante”, è solo diventato più competitivo e più complesso, dopo un momento di grande espansione. Dopo gli Usa, la tappa successiva per il rilancio globale di Alfa Romeo sarà la Cina. “ Non abbiamo ancora deciso se avvieremo qui la produzione, ma sicuramente abbiamo l’idea di portare il marchio”.Per quanto riguarda l’ingresso tardivo di Fiat in Cina, Marchionne ha preso su di sé le  responsabilità: “ è colpa mia: sono venuto qui nel 2004, ma abbiamo portato in Cina quella che considero una struttura antiquata, che produceva  modelli non in linea con il mercato”. Spiega: “ Adesso abbiamo risolto, portando in Cina la struttura produttiva più avanzata che abbiamo. Fa parte della strategia di portare il segmento di Fiat Chrysler su scala globale, e abbiamo precise indicazioni che il modello Fiat Viaggio farà bene sul mercato cinese”.

Il mercato locale infatti, parla altre lingue e sembra essere ormai scoppiato per quanto riguarda soprattutto le auto di lusso: una crescita di vendita del 9 per cento nel 2012 rispetto agli anni precedenti, mentre le vendite di veicoli sportivi di lusso di grandi dimensioni sono aumentate del 4 per cento.

Le vetture con una cilindrata di 2,5 litri o inferiore sono in testa nel settore dei veicoli di lusso con una crescita annuale del 59 per cento, mentre le vendite di quelle con motori da 3 litri o più sono aumentate del 12 per cento.

Il numero nuovi ricchi in Cina si sta espandendo ogni giorno, portando una crescente domanda di auto di lusso. E la generazione più giovane dei nuovi ricchi ha delle preferenze diverse dai loro genitori, che amano le auto di grandi dimensioni“, ha dichiarato Xu Changming, direttore dell’unità di informazioni sulle risorse del Centro di Informazione dello Stato al China Daily, alcuni mesi fa. E continua: “ Oggi i cinesi preferiscono la funzionalità e il design alla dimensione più grande”.
Chi Yifeng, direttore generale del Mercato di Automobili Yayuncun a Pechino, concorda con Xu: “ Il maggiore potere d’acquisto di automobili è cambiato tra le persone nate tra gli anni ’60 e dopo gli anni ’70 e quelli nati dopo gli anni ’80, che preferiscono vetture con un aspetto più moderno.

Lo stesso fenomeno sta accadendo anche nel settore delle auto di lusso ”.Continua: “ E dato che sempre più giovani di seconda generazione delle famiglie ricche hanno la possibilità di scegliere una marca di lusso per la loro prima auto, siamo fiduciosi dell’enorme potenziale dei veicoli di lusso più piccoli nel corso degli anni a venire”.

Viste queste nuove opportunità, quasi tutti i produttori stranieri di auto di lusso hanno portato i loro modelli base di vetture compatte – con prezzi competitivi inferiori a 300.000 yuan ( 47.619 dollari e con piccoli motori tra 1,5 e 2,5 litri: il settore, che rappresentava solo il 2 per cento del mercato nel 2008, è salito al 7,8 per cento nel primo semestre dello scorso anno ed è ancora in espansione.

La BMW è stata la prima a capire le potenzialità del mercato, portando in Cina le sue berline fin dal 2008. La suo rivale, la Mercedes-Benz, ha lanciato la sua classe B all’inizio del 2009 e il modello A3 della Audi è entrato nel mercato nel mese di agosto del 2010.

Il rapido sviluppo del settore lusso di base ha dato alla Mercedes-Benz la fiducia necessaria per introdurre la sua classe A in Cina nel 2010, mentre l’Audi ha lanciato il suo modello più piccolo A1 e il marchio giapponese  Lexus ha debuttato con la sua CT200h ibrida compatta in Cina lo scorso anno. Destinato ad una clientela urbana tra i 25 e i 40 anni, la CT200h è stato il primo modello Lexus ad un prezzo inferiore ai 300.000 yuan in Cina.

Per le automobili di lusso, i modelli di accesso sono un prodotto strategico utilizzato per intrappolare i clienti, perché molti dei proprietari di quelle auto di lusso compatte rimarranno fedeli alla marca quando decidono di passare a veicoli di livello superiore“, ha dichiarato Cui Dongshu, vice segretario generale della China Passenger Car Association. “ Di conseguenza – ha concluso – la concorrenza nel settore delle auto di base di lusso è notevole e sarà più intensa nel prossimo futuro”. La Fiat è avvisata.

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L’Area Liangjiang della Municipalità di Chongqing è stata costituita nel 2010 come nuova are di sviluppo industriale e di ricerca nel settore biomedicale. Risulta la terza area di sviluppo in Cina dopo la Nuova Area Pudong di Shanghai e la Nuova Area Binhai di Tianjin.

Il 25 aprile la Municipalità di Chongging ha stipulato un accordo con un gruppo di sei rinomati esperti internazionali e domestici guidato da K.Barry Sharpless, insignito del premio Nobel per la chimica nel 2001, per creare nell’area Liangjiang un piano di sviluppo nel settore medicale e dell’industria della salute. In particolare dovrà essere predisposto un sistema di supporto per la valutazione tecnologica per il trasferimento in loco di tecnologie innovative, investimenti rispondenti agli standard di entrata sul mercato e di gestione manageriale per permettere alle società insediate competitive sul piano globale.

Il team di esperti supporterà inoltre il piano di sviluppo per nuove medicine adatte sia per il mercato cinese che per quello internazionale in modo da rendere solide le fondamenta della locale industria biomedicale.

L’obiettivo che si intende conseguire nel periodo 2012-2015, 12° Piano quinquennale, è quello di realizzare un fatturato industriale di circa 50 miliardi di RMB (circa 7,9 miliardi di USD).

Fonte ACCADEMIA EURASIA

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Audi sta rafforzando sensibilmente la propria presenza in Cina e dal 2013 avvierà la produzione in un nuovo stabilimento nel sud del Paese.
Su una superficie di 100 ettari, la FAW-VW costruirà uno stabilimento a Foshan che comprenderà un reparto presse, oltre a quello di carrozzeria, verniciatura e montaggio. Lo stabilimento prevede l’impiego di circa 4.000 persone a partire dal 2013. La joint venture FAW-VW, alla quale Audi partecipa insieme al partner cinese FAW (First Automobile Works) e a Volkswagen, nei prossimi cinque anni investirà in Cina circa tre miliardi di euro in produzione e distribuzione del marchio Audi.
“Una storia più che ventennale ci unisce alla Cina e al nostro partner FAW”, ha spiegato Rupert Stadler in occasione dell’annuncio del nuovo stabilimento. “Vogliamo aumentare sensibilmente la nostra presenza sul mercato cinese e rafforzare ulteriormente le nostre partnership strategiche per affrontare insieme le sfide future. Questo nuovo stabilimento rappresenta un’importante pietra miliare per le nostre strategie di crescita a lungo termine in Cina.”
 
Audi è presente da più di 20 anni a Changchun, nel nord della Cina, sempre in cooperazione con il partner FAW, da dove escono le Audi A4 e A6, anche nella versione a passo lungo, e la Audi Q5. A Changchun la capacità produttiva verrà  aumentata nei prossimi anni da 500.000 a 550.000 esemplari, mentre per Foshan si prevede un volume produttivo compreso tra i 150.000 e i 200.000 esemplari. I due stabilimenti potranno perciò disporre di un potenziale che può raggiungere le 700.000 vetture l’anno. Nello stabilimento di Foshan è pianificata la produzione di un nuovo derivato della famiglia A3, nel 2013.
Nel mercato cinese Audi è leader del segmento Premium, con 253.739 vetture consegnate nel periodo compreso tra gennaio e ottobre (Hong Kong inclusa), cioè il 32% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Entro la fine dell’anno si dovrebbe superare per la prima volta quota 300.000 unità.

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La Cina è sempre stato un mondo un po’ particolare sotto diversi aspetti e ideologie e a quanto pare questa cosa si riflette anche sulle auto elettriche che sembrano non essere tanto apprezzate dal popolo cinese, tanto che non scelgono neanche i taxi elettrici nonostante vi sia stata una importante spinta ecologica che però non è servita a nulla.

Il governo cinese per ovviare e rimediare a questa situazione imbarazzante anche a livello internazionale ha deciso di varare degli incentivi imponenti. Stiamo parlando dell’equivalente di 1,5 miliardi di dollari all’anno, uno sforzo enorme perché l’obiettivo è di grandi dimensioni, cioè arrivare entro il 2020 ad avere il 50% del circolante elettrico. Nonostante ciò pare che questa manovra non basti a cambiare le idee dei restii cinesi.

Addirittura a Shenzhen, città della provincia meridionale di Guangdong, si è scatenata una rivolta dei tassisti che preferiscono le loro attuali Volkswagen Santana a benzina rispetto alle elettriche Byd E6. Il malcontento nasce dal fatto che avere un’auto elettrica significa avere a che fare con una scarsa rete di ricarica e quindi perdite di tempo, inoltre il prezzo di queste vetture è davvero alto, infatti nonostante il maxi sconto di quasi 14 mila euro, una Byd elettrica costa l’equivalente di 20 mila euro, contro gli 11 mila di una Santana a benzina.

I clienti non comprano le auto elettriche adducendo gli stessi motivi dei tassisti, ma la scelta dei tassisti sta avendo un impatto devastante per l’immagine dell’elettrico. In Cina, più che in Europa, i prodotti scelti da chi guida mezzi pubblici sono una garanzia di qualità e quindi non scegliendole i tassisti diventa un cane che si morde la coda.

Fonte: www.automobili10.it

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Giovedì al ministero degli Esteri conclusione del corso per manager pubblici della provincia di Zhejiang.

I colletti bianchi cinesi prendono lezioni dall’Italia e, in particolare da Ferrara. Con l’Università estense in prima fila nella realizzazione dei corsi di formazione rivolti ai funzionari di governo cinesi. Il corso si chiama “China and Italy school of policy” e si concluderà giovedì prossimo con una visita al ministero degli Esteri di 25 manager pubblici della provincia di Zhejiang che stanno prendendo parte al progetto. La delegazione sara’ ricevuta dal ministro Massimo Roscigno, vicedirettore centrale per l’Asia della direzione generale per la mondializzazione. L’incontro servira’ a fare un bilancio sul ciclo intensivo di studi che ha impegnato i “colletti bianchi” cinesi in Italia per circa tre settimane.

L’Università di Ferrara, come detto, organizza i corsi con un finanziamento della Farnesina e in collaborazione con una fitta rete di atenei, istituzioni e imprese italiane e cinesi. La scuola è diretta dal professor Marco Di Tommaso, docente Unife,  ed è promossa dall’Università di Ferrara e da c.MET05 (Centro Interuniversitario di Economia Applicata delle Università di Ferrara, Firenze e Politecnica delle Marche) in collaborazione con la South China University of Technology, il Consolato Generale d’Italia a Canton, la Regione Emilia Romagna. “Prima esperienza del genere in Italia – ha affermato Di Tommaso – la “China and Italy School of Policy” è giunta al suo quinto anno di attività riscuotendo consensi sia in Cina che in Italia: un’iniziativa unica per formato e contenuti che contribuisce in maniera innovativa allo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Cina favorendo il confronto tra territori, imprese e istituzioni dei due paesi”.

I rapporti fra Università di Ferrara e Cina non sono comunque nuovi. Si tratta anzi di rapporti storici, avviati dalla Facoltà di Economia all’epoca della direzione di Patrizio Bianchi, poi sviluppatisi sempre più nel tempo. “I nostri corsi – aggiunge Di Tommaso – sono molto apprezzati dalla controparte cinese in cerca di riflessioni e analisi economiche fortemente ancorate al mondo reale”. Sulla scorta del successo e dell’apprezzamento ottenuto, l’Università di Ferrara sta inoltre ricevendo proposte da altri governi territoriali cinesi e da molti Paesi asiatici come il Vietnam e l’Indonesia.

Fonte: www.estense.com

 

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pechinoL’assessorato abruzzese allo Sviluppo economico promuove la giornata di studio, organizzata dalla Reiss Romoli srl, sulle opportunita’ di business per le Pmi abruzzesi derivanti dal mercato cinese. Il seminario si terra’ all’Aquila, il 28 settembre 2010 all’Auditorium dell’Ance e delineera’ il quadro socio-economico della Cina di oggi, il ruolo che questo grande Paese avra’ nello scenario mondiale nel prossimo futuro e saranno messe in luce le potenzialita’ di un mercato in grande espansione.
Edward Burman, il relatore della giornata di studio, vive e lavora in Cina da molti anni, storico, tecnologo, esperto di geo-politica, dal 2002 Non-Executive Director di Brainspark plc, societa’ di investimenti quotata all’Aim della borsa di Londra. Dal 2003 e’ presidente della filiale di Pechino della China Ipo Group plc. La partecipazione al seminario, fa sapere la Regione, è gratuita e tutte le informazioni, il programma e le modalita’ per l’iscrizione on-line al seminario sono sul sito: www.reissromoli.com.

Fonte: www.libero-news.it

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Pubblicato annuncio per reclutare talenti in giro per il mondo

La Cina è a caccia di venti talenti da inserire nei posti di comando delle più importanti aziende del Paese, secondo l’annuncio pubblicato oggi sul quotidiano “Chiana Daily”. La seconda potenza economica del mondo, dopo gli Usa, ha bisogno di cinque general manager, quattro vice general manager, tre revisori contabili, tre avvocati, cinque tra direttore tecnico, capo progettista, presidente e vice presidente. Otto delle società che hanno bisogno di rimpolpare il proprio organigramma figurano nella lista 2010 delle 500 principali aziende stilata dalla rivista economica “Fortune”. Nel 2009 l’Assets Supervision and Administration Commission (Sasac), la commissione statale che si occupa della gestione del personale delle aziende cinesi pubbliche, ha assunto con avviso pubblico 521mila dipendenti, un incremento del 56% rispetto al 2004 (334mila).

(www.sasac.gov.cn/n2963340/2964236.html)

Fonte: www.apcom.net

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