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Archive for luglio 2011

Secondo il New York Times l’accordo con Hsu fu Chi costituisce per Nestlé una concreta opportunità per fare un salto di qualità nella propria presenza in Cina.

Avevamo anticipato che c’erano trattative in corso. Ora c’è l’ufficialità. Nestlé ha dichiarato di essersi accordata con la cinese Hsu Chi Fu International per il 60% della società allo scopo di entrare dalla porta principale nel mercato cinese con un esborso di 1,2 miliardi di euro.

Borsa di Singapore
Secondo i termini della transazione, Nestlé pagherà 4,35 dollari di Singapore ad azione fino ad arrivare a una quota del 43,5%. Hsu Chi Fu, infatti, ha sede nella città meridionale cinese di Dongguan, ma è quotata alla Borsa di Singapore.
Il restante 56,5% rimarrà per ora alla famiglia fondatrice di Hsu, salvo poi vendere progressivamente ulteriori parti di tale quota a Nestlé, per restare infine con il previsto 40%. L’attuale Ceo di Hsu sarà messo a capo della joint venture.
Il prezzo dell’offerta è dell’8,7% superiore al prezzo di chiusura Fu Hsu Chi del 1° luglio, l’ultimo giorno di negoziazione prima che la società cinese rivelasse che era in trattative con potenziali partner.

Costo complessivo: 1,2 miliardi di euro
Nel 2010 Hsu Fu Chi, produttore e distributore leader di prodotti dolciari in Cina ha un fatturato di 570 milioni di euro che sono complementari rispetto al portafoglio prodotti Nestlé. La società svizzera è presente in Cina da più di 20 anni con 23 stabilimenti e due centri di ricerca nel paese. Le sue vendite in Cina ammontavano, l’anno scorso, a 2,39 miliardi di euro.

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E’ online il catalogo interregionale dell’Alta Formazione : un elenco completo di corsi di specializzazione con la possibilità, per i partecipanti, di richiedere assegni formativi fino a 6.000 euro.
Tra le proposte Move to China, per preparare giovani talenti ad affrontare un mercato complesso come quello cinese e supportare le imprese nello sviluppo di progetti di internazionalizzazione per entrare, vendere, gestire un’azienda in Cina

E’ giunto alla sua terza edizione il Catalogo Interregionale dell’Alta Formazione, che propone master universitari e non, corsi di specializzazione e riqualificazione per laureati e diplomati di tutto il territorio nazionale. Al progetto partecipano ben dodici Regioni: Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’iniziativa prevede la concessione, alle persone interessate, di assegni formativi (voucher) fino a un valore di 6.000 euro, erogati dalle Regioni partecipanti al progetto. Requisito necessario per l’ammissione alle sovvenzioni è la residenza in una delle dodici Regioni sopraindicate.
Sono cinque i  corsi di specializzazione Move che sono stati inseriti nel Catalogo 2011:

ID – 8070MOVE TO CHINA. Esperto per l’internazionalizzazione in Cina
ID – 7963VIDEO PRODUCER
ID – 7976PROFESSIONAL ENGLISH & COMMUNICATION SKILLS FOR BUSINESS
ID – 8068MARKETING 2.0 & SOCIAL MEDIA
ID – 8181MANAGER DELLE RISORSE UMANE 2.0

Gli avvisi pubblici delle regioni riguardo l’erogazione degli assegni formativi per l’accesso individuale ai corsi presenti nel Catalogo e le modalità per richiedere i voucher sono disponibili all’indirizzo www.altaformazioneinrete.it.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 18 del prossimo 4 agosto 2011 (Delibera di GR n. 579 del 02/05/2011).
Per qualsiasi dettaglio o assistenza per la richiesta del voucher:
MOVE
Alessandra Barulli
Marina Mazzanti
tel. 051/4165711
o scrivi a move@cofimp.it

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Cinque grafiche esclusive a simboleggiare il legame tra Cina ed Italia per questa 500 First Edition in serie limitata da 100 esemplari.

 

E’ stata presentata a Shanghai la Fiat 500 “First Edition”, realizzata solamente per il mercato cinese e personalizzata con motivi creati da cinque giovani designer cinesi. Questa serie di 500 è una “Limited Edition” da 100 esemplari rigorosamente numerati che anticipa di un paio di mesi l’uscita ufficiale della 500 previsto per il prossimo 15 settembre.
Lorenzo Sistino, Executive Vice President International Operations di Fiat Group Automobiles, colui che ha presentato questa 500 First Edition a Shanghai, ha dichiarato: ”L’inizio della fase di pre-ordini è un momento fondamentale per il lancio della 500 in questo mercato. Il modello 500 ha il compito di posizionare il brand nel mercato in quanto è la vettura che meglio esprime i valori di Fiat”.

La First Edition è realizzata sulla base della 500 Lounge ed è caratterizzata dalla carrozzeria bianco perla, interni in pelle rossa ed un badge identificativo posto sul montante della porta. Come motorizzazione invece monta il 1.4 litri MultiAir benzina da 101 CV che si è aggiudicato il premio “International Engine of the Year Awards 2010” abbinato ad un cambio automatico a sei velocità.
Come spiega però Lorenzo sistino, la particolarità di questa 500 First Edition consiste nell’essere: “una proposta speciale che riserviamo ai clienti cinesi e rappresenta idealmente un simbolo che unisce le due culture. Non a caso, abbiamo scelto di affidarne la realizzazione a cinque giovani artisti cinesi che hanno interpretato in modo creativo e originale il rapporto tra i nostri due Paesi, oltre a rendere omaggio al lancio della 500 in questo mercato. La 500 avrà moltissime versioni e serie speciali, oltre ai 100 esemplari della “First Edition”. Infatti, il prossimo anno lanceremo il modello convertibile 500C e l’esclusiva serie speciale “500 by Gucci”.  La Fiat 500 è il primo grande passo di Fiat in questo grande mercato: entro la fine del 2012 avremo il lancio della nuova berlina prodotta interamente in Cina nello stabilimento di Changsha insieme al nostro partner di GAC”.

Le 5 esclusive grafiche realizzate dagli artisti cinesi rappresentano il profondo legame tra Italia e Cina, un legame che non solo in campo automobilistico ma più in generale in quello del commercio sta divenendo sempre più stretto, aprendo ad entrambi i paesi nuove frontiere. La gamma Fiat 500 in Cina ha un prezzo di circa 21.000 euro ed offre 3 allestimenti (Pop, Sport e Lounge).

Fonte: www.infomotori.com

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Il Chief Executive Board di Star Alliance ha approvato all’unanimità il futuro ingresso di Shenzhen Airlines nell’alleanza. Una volta completato, il processo di integrazione della compagnia cinese permetterà a Star Alliance di ampliare ulteriormente la propria offerta nella Cina continentale e nei Paesi circostanti.

Integrare Shenzhen Airlines nell’alleanza fa parte di una strategia a lungo termine finalizzata a espandere il network di Star Alliance nei mercati maggiormente in crescita. “Per la Cina – si legge in una nota dell’alleanza – le fondamenta di questa strategia sono state poste diversi anni fa da quei vettori membri di Star Alliance che per decenni avevano operato con successo in questo mercato. È così che Star Alliance ha potuto dare il benvenuto ad Air China, nel dicembre 2007”.

«In termini di grandezza, Shenzhen Airlines è la quinta compagnia aerea in Cina a operare voli dal quinto aeroporto con il maggiore traffico del Paese – ha ricordato Jaan Albrecht, ceo dell’alleanza – Insieme ad Air China amplieremo la nostra offerta, in particolar modo nella Cina meridionale».

Shenzhen Airlines aggiungerà cinque nuove destinazioni al network Star Alliance in Cina: Huzhou (Provincia dello Zhejiang), Linyi, Qinhuangdao, Shijiazhuang e Zhoushan. In totale, il network dell’alleanza comprenderà complessivamente 32 vettori (gli attuali 27 più cinque futuri membri), offrendo una possibilità di scelta di oltre 23.000 voli giornalieri, verso 1.315 destinazioni in 190 Paesi.
www.shenzhenair.comwww.staralliance.com

Fonte: www.lagenziadiviaggi.it

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Una alleanza senza corrispettivo economico apparente, ma che dà ai due protagonisti nuove opportunità sul mercato Internet piu grande del mondo. La differenza con l’approccio di Google.
È un accordo importante quello annunciato all’inizio della settimana da Baidu, il primo motore di ricerca cinese, e Microsoft.
In base ai termini dell’intesa raggiunta, infatti, gli utenti di Baidu potranno visualizzare i risultati delle ricerche in lingua inglese generati da Bing, il motore di ricerca di Microsoft.

L’accordo, che non è stato stipulato sulla scorta di uno scambio economico, dovrebbe divenire operativo nel corso dell’autunno: tutti i proventi generati dall’advertising andranno a Baidu, che beneficerà anche di un miglioramento nel ranking per la qualità delle sue risposte.
Microsoft, dal canto suo, avrà come tornaconto la crescita della penetrazione del suo motore di ricerca sul mercato Internet più importante del mondo, sul quale attualmente ha una share inferiore all’1 per cento.

Il secondo player sul mercato cinese è Google, che ancora detiene una share vicina al 20 per cento, nonostante il parziale ritiro da quel mercato, trasferendo tutte le attività alla sede di Hongkong, dopo gli scontri dello scorso anno in merito alla censura e ai controlli voluti dal Governo locale sulle attività svolte online.

Ed è proprio in questo accordo che emergono chiare le differenze tra l’approccio al mercato di Google, intenzionata a muoversi in autonomia e con le proprie forze, e quello di Microsoft, attenta allo sviluppo di partnership con gli operatori locali.
Prima di Baidu, Microsoft aveva già stretto un’analoga intesa con Alibaba, terminata però nei mesi scorsi.

Per Baidu, la ricerca dell’intera con un partner internazionale è logica conseguenza della necessità di rispondere alle richieste degli utenti, che sempre più spesso effettuano le loro ricerche in lingua inglese, tanto che ormai si contano oltre 10 milioni di ricerche in inglese ogni giorno.

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Giovedì al ministero degli Esteri conclusione del corso per manager pubblici della provincia di Zhejiang.

I colletti bianchi cinesi prendono lezioni dall’Italia e, in particolare da Ferrara. Con l’Università estense in prima fila nella realizzazione dei corsi di formazione rivolti ai funzionari di governo cinesi. Il corso si chiama “China and Italy school of policy” e si concluderà giovedì prossimo con una visita al ministero degli Esteri di 25 manager pubblici della provincia di Zhejiang che stanno prendendo parte al progetto. La delegazione sara’ ricevuta dal ministro Massimo Roscigno, vicedirettore centrale per l’Asia della direzione generale per la mondializzazione. L’incontro servira’ a fare un bilancio sul ciclo intensivo di studi che ha impegnato i “colletti bianchi” cinesi in Italia per circa tre settimane.

L’Università di Ferrara, come detto, organizza i corsi con un finanziamento della Farnesina e in collaborazione con una fitta rete di atenei, istituzioni e imprese italiane e cinesi. La scuola è diretta dal professor Marco Di Tommaso, docente Unife,  ed è promossa dall’Università di Ferrara e da c.MET05 (Centro Interuniversitario di Economia Applicata delle Università di Ferrara, Firenze e Politecnica delle Marche) in collaborazione con la South China University of Technology, il Consolato Generale d’Italia a Canton, la Regione Emilia Romagna. “Prima esperienza del genere in Italia – ha affermato Di Tommaso – la “China and Italy School of Policy” è giunta al suo quinto anno di attività riscuotendo consensi sia in Cina che in Italia: un’iniziativa unica per formato e contenuti che contribuisce in maniera innovativa allo sviluppo delle relazioni economiche tra Italia e Cina favorendo il confronto tra territori, imprese e istituzioni dei due paesi”.

I rapporti fra Università di Ferrara e Cina non sono comunque nuovi. Si tratta anzi di rapporti storici, avviati dalla Facoltà di Economia all’epoca della direzione di Patrizio Bianchi, poi sviluppatisi sempre più nel tempo. “I nostri corsi – aggiunge Di Tommaso – sono molto apprezzati dalla controparte cinese in cerca di riflessioni e analisi economiche fortemente ancorate al mondo reale”. Sulla scorta del successo e dell’apprezzamento ottenuto, l’Università di Ferrara sta inoltre ricevendo proposte da altri governi territoriali cinesi e da molti Paesi asiatici come il Vietnam e l’Indonesia.

Fonte: www.estense.com

 

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