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Archive for gennaio 2011

Nel 2010 gli investimenti diretti stranieri in Cina hanno raggiunto il record di 105,7 miliardi di dollari, con una crescita del 17,4% sul 2009, anno in cui erano invece calati del 2,3% a causa della crisi finanziaria globale. Lo ha reso noto il ministero del Commercio cinese.
La cifra include fondi investiti in fabbriche, immobili e altre attività, ad esclusione di azioni e vari strumenti finanziari.

Record a dicembre
Nel solo mese di dicembre gli investimenti sono balzati del 15,6% al livello mensile record di 14 miliardi di dollari. I dati del ministero cinese evidenziano che i flussi si sono concentrati soprattutto nella vasta area rurale centrale della Cina e nelle regioni occidentali, dove i costi sono nettamente più bassi. Il settore immobiliare ha rappresentato il 22,7% dei 105,7 miliardi di dollari di investimenti complessivi dell’anno.

L’elevato flusso di investimenti esteri di dicembre e dell’intero 2010 spiega le difficoltà che il governo cinese incontra nel tenere sotto controllo la grande liquidità presente nel sistema con relativi rischi di inflazione.
Gli investimenti cinesi all’estero
Livelli record hanno toccato anche gli investimenti cinesi (non finanziari) all’estero: l’aumento è stato del 36,3% fino a 59 miliardi di dollari. Gli investimenti effettuati sotto forma di fusioni e acquisizioni rappresentano il 40,3% del totale per un valore complessivo di 23,8 miliardi di dollari.
In competizione con la Banca Mondiale
Un indicatore della intensa attività estera e delle ambizioni di Pechino di accrescere la sua influenza globale, sono i prestiti accordati ai paesi in via di sviluppo e che negli ultimi due anni hanno superato quelli della Banca Mondiale. Come riporta il Financial Times, tra il 2009 e il 2010, la Cina avrebbe prestato almeno 110 miliardi di dollari a governi e aziende di paesi in via di sviluppo, superando i 100,3 miliardi della Banca Mondiale.

Una montagna di riserve
Il governo cinese, d’altra parte, siede su una montagna di riserve di valuta estera che hanno raggiunto nel 2010 i 2.850 miliardi di dollari e dal 2009 supporta le compagnie statali che vanno in giro per il mondo a caccia di materie prime e risorse varie. Banche come China Development Bank, Export-Import Bank of China e Bank of China concedono fondi chiedendo come garanzia forniture petrolifere e finanziano progetti infrastrutturali in paesi come il Ghana e l’ Argentina. Sembra che le condizioni offerte dalla Cina siano anche migliori di quelle della Banca Mondiale che, proprio per evitare rivalità sul fronte dei prestiti, starebbe cercando della modalità di collaborazione con Pechino.

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Molte fabbriche producono replica anello, che fu di lady Diana

SHANGHAI – Boom di vendite in Cina per le repliche dell’anello di fidanzamento regalato a Londra dal principe William alla sua promessa sposa Kate Middleton. Decine di fabbriche del Paese, la maggior parte delle quali nella provincia del Zhejiang, nella citta’ di Yiwu, hanno cominciato da qualche mese con successo a produrre e vendere copie del famoso gioiello, appartenuto alla principessa Diana, madre del principe William.

”Quando e’ stato annunciato il fidanzamento reale – racconta Zhou Mingwang, un gioielliere cinese – per puro caso ebbi l’occasione di vedere su alcune foto e su internet quell’anello fatto con uno zaffiro blu contornato di diamanti. Immediatamente pensai che fare delle copie dell’anello poteva essere una buona idea e che ci sarebbe stato un vasto mercato per il prodotto”. Zhou ha aggiunto che la sua azienda ha deciso poi di cominciare a vendere l’oggetto attraverso il sito Alibaba.com, il piu’ grande e conosciuto sito cinese per l’e-commerce. Da allora le richieste si sono moltiplicate.

Per evitare problemi di marchio, Zhou ha spiegato che le repliche cinesi contengono delle piccole variazioni rispetto al disegno originale. Dell’anello sono state realizzate diverse versioni, di vario prezzo, utilizzando materiali diversi per tipologia e prezzo ma che danno piu’ o meno lo stesso effetto visivo dell’originale. Mentre l’anello regalato dal principe alla sua fidanzata ha un valore stimato intorno alle 30.000 sterline (circa 36.000 euro), le copie cinesi sono disponibili a prezzi senz’altro piu’ economici, fra i 30 yuan (3,5 euro) a 50 yuan (5,7 euro).

Zhou ha fatto sapere che oltre che da tutta la Cina, molti ordini di acquisto provengono anche dall’estero, in particolare da Regno Unito e Stati Uniti, ma anche da alcuni Paesi europei. Secondo le aziende produttrici le vendite dell’anello reale sono destinate ancora ad aumentare nei prossimi mesi, con un picco di richieste in prossimita’ della data delle nozze, prevista per il prossimo 29 aprile.

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Martedì 18 gennaio 2011 alle ore 16,30

Sala Auditorium – Museo del Patrimonio Industriale
Via della Beverara 123 – Bologna
Presentazione del libro di Marina Timoteo
LA DIFESA DI MARCHI E BREVETTI IN CINA
Percorsi normativi in un sistema in transazione
Introduce: Eros Stivani
Presenta: Alberto Musso
Illustra: Marina Timoteo
Commenta: Paolo Pederzini

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