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Archive for maggio 2010

Non solo le tradizionali quattro “a”: arredamento, abbigliamento, automotive ed agroalimentare. Ci saranno anche le aziende della green economy come protagoniste della missione in Cina di Confindustria, Ice, Abi e governo, che comincia oggi, prima tappa Chongqing. A riprova che, nonostante le resistenze, il paese del Dragone non può non fare i conti con il problema dell’ambiente.

Ecco, quindi, che “energia e protezione ambientale” è il tema di uno dei quattro seminari di approfondimento che lunedì saranno il clou della giornata di lavori, protagonisti esponenti della municipalità di Chongqing, del ministero dell’Ambiente e dell’Associazione della protezione ambientale cinesi, di Confindustria, Simest. Il caso di successo imprenditoriale che sarà descritto è quello di Pirelli Eco Technology: all’inizio dell’anno ha avviato a Yanzhou, nella provincia dello Shandong (dove dal 2005 esistono due fabbriche Pirelli per la produzione di pneumatici) la costruzione di uno stabilimento per la produzione di filtri per ridurre le emissioni inquinanti dei motori diesel. A giugno usciranno dallo stabilimento i primi pezzi.

«L’attività è già partita con la municipalità di Pechino» spiega l’amministratore delegato di Pirelli Eco Technology, Bruno Tronchetti Provera, in questi giorni a Shanghai per discutere nuovi accordi. Tutte le grandi città cinesi sono business potenzialmente interessanti, con le loro migliaia di autobus e camion inquinanti (le auto private sono per lo più a benzina). Anche Chongqing, quindi. E la missione di sistema è proprio l’occasione per stringere contatti.

Grandi imprese, ma soprattutto piccole, che hanno più bisogno di un supporto per andare all’estero. Sono 230 le aziende che hanno aderito, 600 i partecipanti, 18 le associazioni industriali. Anche le banche sono in prima fila: ne arriveranno 9.

La missione durerà da oggi al 4 giugno. Domani a Chongqing ci saranno i seminari: oltre energia e tutela ambientale, si parlerà delle opportunità di business reciproci nella meccanica e tecnologie produttive, automotive, beni di consumo. Martedì 1° giugno, sempre a Chongqing, si terrà il forum economico: tra gli altri il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che per il governo guida la missione, Paolo Zegna, vice presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, Bo Xilai, segretario del partito comunista di Chongqing.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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Roma, 26 mag – “Oggi la Cina è davvero vicina – ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi – quale primario partner commerciale e quale interlocutore politico per un futuro stabile dell’economia e della politica globale. Con la straordinaria evoluzione economica la Cina oggi è rivolta a costruire un moderno modello di protezione e sicurezza sociale sulla base delle migliori esperienze europee. Anche da questo punto di vista si è avviato un dialogo tra le due amministrazioni nella consapevolezza che lo sviluppo economico e quello sociale si alimentano reciprocamente”. “Lo scorso anno a fronte di una caduta generalizzata del nostro export – ha aggiunto il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso – il made in Italy è cresciuto, unica eccezione positiva, in Cina del 3,2 per cento. E oggi questa tendenza è ancora più forte, basta guardare al dato di aprile (+17 per cento) e questa missione può rappresentare una svolta storica, perché finalmente la Cina viene vista non più come una minaccia ma una grande opportunità per l’Italia e le sue aziende. Basta pensare a come la stessa politica commerciale di Pechino sia cambiata: non più incentivi a chi esporta ma un piano di rilancio dei consumi interni da 480 miliardi di dollari. Un piano a cui le aziende del made in Italy si sono già agganciate e che vale qualcosa come 20 nostre finanziarie”. Il Presidente dell’ICE Umberto Vattani ha dichiarato:”Quest’anno c’è un motivo in più per una Missione in Cina. la presenza dell’Italia nei luoghi più prestigiosi di Shanghai – all’Università di Tong ji con la Mostra Design e Brevetti, al Museo di Arte Contemporanea con Piazze di Roma e al Padiglione Italia con Cento Città – proietta, grazie anche alle iniziative dell’ICE, un’immagine vincente del Made in Italy. Per i sei mesi dell’Expo l’Istituto coinvolgerà Associazioni di Categoria e molte aziende su vari temi: dal Design al Restauro, dall’Illuminotecnica ai Servizi ai cittadini in linea con il tema dell’Expo Better City Better Life”. “Questa missione, che vede coinvolti circa 600 operatori italiani, e’ il frutto di un’intensa ed accurata preparazione. L’identificazione dei settori e la selezione delle controparti cinesi con cui ricercare collaborazioni industriali rispecchia il suo carattere fortemente innovativo. Gli obiettivi che ci poniamo in termini di rafforzamento della partnership economica interessano infatti una pluralità di settori ad alto contenuto tecnologico per essere protagonisti dello sviluppo e della modernizzazione di questo grande mercato, che nonostante la crisi continua a crescere a ritmi estremamente sostenuti. Vogliamo affiancare, a quella già esistente nei settori manufatturieri tradizionali, una solida collaborazione delle nostre imprese con quelle cinesi anche in comparti aventi anch’essi alto contenuto di conoscenza ed innovazione, quali le tecnologie ambientali e dell’efficienza energetica, che rappresentano le sfide più importanti del prossimo futuro e dove le eccellenze del Made in Italy sono di assoluto rilievo internazionale”. Così Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria. “La Cina – ha detto il Direttore Generale dell’Abi, Giovanni Sabatini – è un mercato strategico per il commercio e l’economia mondiale, che nonostante la crisi internazionale continua a crescere a ritmi molto elevati, con un incremento del PIL nell’ordine del 10%. Anche per questo, le banche italiane vogliono rafforzare la loro presenza già significativa nel Paese, come testimonia anche l’ampia partecipazione del settore alla missione con 9 dei principali gruppi bancari che rappresentano due terzi del sistema. Tornare in Cina con Confindustria ed Ice per la terza volta dal 2004 – ha aggiunto Sabatini – è anche l’ulteriore conferma di come l’impegno delle banche italiane a supporto dell’internazionalizzazione non abbia subito battute d’arresto nonostante la difficile congiuntura economica”.

Fonte: http://finanza.repubblica.it

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(Teleborsa) – Roma, 25 mag – Ferretti Yachts, marchio storico del Gruppo Ferretti, attivo nella produzione di flybridge motor yacht da 14 metri a 27 metri, continua la sua crescita in Cina, confermata da una serie di riconoscimenti di altissimo livello in contesti di portata internazionale e di grande visibilità: il China International Boat Show 2010 a Shanghai ed il Best Of the Best Award del magazine Gafencu a Pechino. In occasione del China International Boat Show 2010, considerato il più importante evento fieristico cinese, giunto quest’anno alla sua XV edizione, il modello Ferretti 881 ha ricevuto l’Asian Marine & Boating Award per la categoria miglior barca sopra i 75′. Il premio è stato assegnato da un panel di giudici composto da professionisti e giornalisti del settore nautico internazionale a conferma del ruolo di Ferretti Yachts come assoluto protagonista nel comparto della nautica da diporto. Il Ferretti 881 si distingue per l’equilibrio della linea filante esterna con gli ampi spazi, sapientemente realizzati grazie alla consueta collaborazione dello Studio Zuccon International Project e dell’AYT (Advanced Yacht Technology) del Gruppo Ferretti. Nell’ambito della medesima manifestazione, il Gruppo Ferretti è stato inoltre insignito del Pathfinder Award per la fedeltà a quest’importante evento nautico. A Pechino Ferretti Yachts è stato insignito dell’importante “Best of the Best Award”, durante la kermesse dedicata al prestigioso riconoscimento indetto dal luxury magazine cinese Gafencu che seleziona ogni anno i brand più rappresentativi dell’eccellenza internazionale. Durante la cerimonia Ferretti Yachts è stata premiata, a conferma della posizione di leadership e prestigio del brand in Cina. “Questi riconoscimenti dimostrano ancora una volta come Ferretti Yachts in Cina sia sinonimo dell’eccellenza nautica italiana.” Ha commentato Alessandro Tirelli, Brand Manager Ferretti Yachts. Secondo Giuseppe Zecchin, Area Manager Asia Pacific del Gruppo Ferretti “Il cliente cinese è oggi alla ricerca di qualità assoluta ed eleganza esclusiva, requisiti offerti da tutte le imbarcazioni Ferretti Yachts. In quest’ottica, Ferretti Yachts ha implementato una rete di dealer su tutto il territorio cinese, in grado di assicurare un efficiente servizio di pre e post vendita: l’armatore è quindi assistito a 360 gradi da personale altamente specializzato, con l’obiettivo di garantire il miglior servizio possibile”.

Fonte: http://finanza.repubblica.it

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Obiettivo incremento export, ora sopra 100 mln euro l’anno

(ANSA) – ANCONA, 19 MAG – Le Winx ambasciatrici dell’Italia e delle Marche in Cina. Alle magiche fatine create dalla Rainbow e’ stato affidato il compito di presentare la realta’ produttiva e culturale delle Marche al World Expo Shangai 2010, con l’obiettivo di favorire l’incremento dell’export delle aziende marchigiane verso la Repubblica Popolare, che attualmente supera i 100 milioni di euro l’anno. In Cina, dice il governatore delle Marche Gian Mario Spacca, ”intendiamo promuovere la presenza delle piccole e medie imprese dei nostri 27 distretti produttivi che rappresentano l’eccellenza del made in Italy”.

Fonte: www.ansa.it

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Un anno fa la Cina ha superato gli Stati Uniti come principale produttore di automobili al mondo. Il paese sta realizzando flotte di aeroplani per competere con Boeing e Airbus. Nel frattempo ha fatto un altro passo deciso verso il dominio nei trasporti, raggiungendo la leadership anche nelle ferrovie ad alta velocità. Un tempo le linee veloci su binario, spiega un articolo del Washington post, erano una prerogativa del Giappone, con il “bullet train” e la Francia con il Tgv. Ma ora i treni cinesi sono i più veloci al mondo, la rete ferroviaria la più grande e i piani di espansione i più ambiziosi.
Entro il 2012, a soli quattro anni dal primo servizio di alta velocità per passeggeri, la Cina avrà una rete ferroviaria più grande, da sola, di tutto il resto del mondo. Il progetto mira all’esportazione verso altri paesi, Stati Uniti in testa.
La compagnia statale Csr Sifang ha interessi anche in Thailandia, Singapore e Medioriente. Un accordo della divisione cinese dell’americana GE un accordo con le autorità locali. Pechino-Shangai in 4 ore. L’anno prossimo sarà inaugurata la linea di alta velocità tra Pechino e Shangai che ridurrà ad appena quattro ore la percorrenza tra le due città più importanti del paese che distano 600 miglia.
I treni sono in concorrenza con gli aerei. Investimenti. Il governo cinese ha varato un piano di investimenti da 100 miliardi di dollari per le infrastrutture, parte del piano anti-crisi. Al contrario l’amministrazione Obama ha messo sul piatto soltanto 8 dei 787 miliardi di dollari del pacchetto di stimoli all’economia. Quest’anno la Cina investirà altri 120 miliardi.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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Un giovanotto cinese va alla cassa e sborsa sull’unghia 515 yuan (un terzo della paga mensile di un operaio) per acquistare un bollitore in miniatura dell’Alessi. Dopo di che, afferra tre dischi di musica lirica, li osserva indeciso senza capirci troppo, e per non sbagliare li acquista tutti in blocco. «Questo padiglione è così bello, che voglio portarmi a casa più ricordi possibili», dice gongolante dall’emozione. A tre giorni dall’apertura dell’Expo di Shanghai, una cosa sembra già sicura: l’Italia ha fatto centro. Lo dicono i volti eccitati dei visitatori che, dopo un’ora di coda sotto il solleone di maggio davanti al Teatro Olimpico del Palladio, una volta varcata la soglia del palazzo tricolore divorano tutto con un’avidità incontenibile. E lo confermano i numeri: nei primi tre giorni, il Padiglione italiano ha ospitato oltre 100mila persone; ciò significa che il 17% dei visitatori entrati finora all’Expo 2010 è sfilato davanti alla maestosa e imponente Isotta Fraschini posta nell’androne d’ingresso per porgere il benvenuto al pubblico. Si tratta di una percentuale elevatissima in considerazione delle dimensioni sterminate dell’area espositiva, del numero dei padiglioni presenti, e degli estenuanti tempi d’attesa. «Sinceramente, non pensavamo di partire subito così forte – spiega Beniamino Quintieri, Commissario Generale del Governo italiano per l’Expo 2010 –. Siamo arrivati subito al massimo della capienza quotidiana. Ciò significa che la varietà e la ricchezza dell’offerta italiana hanno colpito la fantasia dei cinesi. E questo era proprio ciò che volevamo. Sono convinto che l’Expo 2010 contribuirà a far conoscere meglio l’Italia e le sue eccellenze ai cinesi». Cinesi che, innanzitutto, restano affascinati dalla moda made in Italy: i pezzi più gettonati sono il gigantesco vestito rosso di Versace e il calzolaio di Ferragamo che, al riparo dentro un recinto di plexiglas, cuce le scarpe alla vecchia maniera degli artigiani. Poi dai motori, rappresentati dalla Ferrari ecologica, dalla 500 e dalla Vespa. E poi ancora dall’arte, presente a Shanghai con un’ampia declinazione di opere che va dalla Venezia dei dipinti del Canaletto ai paliotti polimaterici in oro e corallo del Barocco siciliano, dalle gigantografie delle piazze di De Chirico all’installazione sull’Italia delle Città concepita dal regista inglese, Peter Greenaway. «È certamente il padiglione più attraente dell’Expo», dice Fred Hu, noto economista cinese e direttore generale di Goldman Sachs Greater China. «Stupefacente – gli fa eco David Ross, ex direttore del Moma di San Francisco e del Whitney Museum di New York –. Ciò che ho visto qui dentro non è neppure paragonabile a ciò che ho visto negli altri sei padiglioni che ho visitato». Ciononostante, qualcuno ha storto il naso. Perché esportare sempre la stessa immagine stereotipata dell’Italia con le Ferrari, l’alta moda, il Colosseo e gli spaghetti? Non sarebbe stato meglio, piuttosto, mettere in mostra a Shanghai la tecnologia, il know how e la capacità d’innovazione delle imprese italiane?, si chiede il partito dei critici, composto da un’esigua minoranza che non ha apprezzato l’impostazione troppo storico-culturale del Padiglione italiano. Può darsi. Ma un diverso “posizionamento” sarebbe davvero servito? Posto che di tecnologia e d’innovazione nel palazzo disegnato dall’architetto Giampaolo Imbrighi ce n’è comunque molta (a partire dal cemento trasparente fornito dall’Italcementi), non bisogna dimenticare qual è il target dell’Esposizione Universale di Shanghai: i cinesi. A differenza delle Olimpiadi di Pechino, la nomenklatura ha espressamente pensato, progettato e allestito l’Expo 2010 per il suo grande pubblico. Un grande pubblico composto perlopiù da gente comune, per la quale la kermesse shanghainese rappresenta un magico momento di svago per aprirsi una finestra sul resto del mondo. È a questi cinesi che un domani potrebbero comprare le scarpe, i mobili, gli occhiali e il vino made in Italy, o venire da turisti nel Belpaese, che il sistema Italia dovrà parlare dalle rive del fiume Huangpu da oggi fino al 31 ottobre 2010.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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