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Archive for maggio 2009

Gli internauti cinesi sono circa 300 milioni. Polizia e autorità sott’accusa: “Siete corrotti”. “Bella e fiera”. Così i blogger definiscono Deng Yujiao la cameriera che ha ucciso l’uomo che voleva violentarla
di FEDERICO RAMPINI

 DSCF3157PECHINO – Passa per Internet la nuova protesta dei cinesi contro la nomenklatura. La mobilitazione prende spunto anche da fatti di cronaca nera, che rivelano il risentimento popolare verso i potenti. La cameriera di un karaoke-bar uccide a pugnalate un avventore che la molestava sessualmente; la polizia l’arresta ma il popolo di Internet prende le sue difese quando apprende che il cliente ucciso era un gerarca locale del partito comunista. In un altro caso la polizia ha dovuto fare un imbarazzato dietrofront dopo avere rilasciato un rampollo di buona famiglia che al volante della sua fuoriserie aveva ucciso un pedone sulle strisce; anche qui è il furore sui siti online che ha messo a nudo la corruzione dei poliziotti. E a Nanchino quando la polizia ha pestato una studentessa, i suoi compagni si sono mobilitati grazie a Twitter e ai blog.

Deng Yujiao è la 21enne cameriera di un karaoke-bar nella cittadina di Badong che si è ribellata a un tentativo di stupro uccidendo il suo aggressore. Poche righe sulla cronaca locale il 10 maggio con la notizia dell’arresto di Deng Yujiao: il fatto sembrava archiviato. Ma quando è emersa l’identità del violentatore la notizia ha commosso il popolo di Internet – nella Repubblica Popolare ci sono ormai 300 milioni di utenti online – e la vicenda ha preso una piega inaspettata. Sui forum online Deng Yujiao è stata trasformata in un’eroina nazionale. Un’ondata di sdegno si è abbattuta contro Deng Guida, il notabile che aveva tentato di violentarla. Le coltellate con cui la giovane lo ha ucciso sono diventate un simbolo: la legittima difesa di una donna del popolo contro l’arroganza dei dirigenti. Un commentatore sotto lo pseudonimo di “Angelo Guerriero” l’ha definita “la ragazza più onesta del mondo”, dedicandole un’antica canzone d’amore. Un blogger che si firma come “Legge Nobile” ha composto per lei una poesia in mandarino classico esaltandola come “bella e fiera”. Il governo della contea di Badong è stato costretto a compiere un gesto senza precedenti: sul sito Internet ufficiale è apparso un comunicato dove si promette “un processo equo”.

Lo stesso risentimento è esploso nel caso di Hu Bin, che il 7 maggio a Hangzhou ha ucciso un pedone. Al volante di una Mitsubishi Evolution, in pieno centro alle otto di sera, il giovane stava partecipando a una folle gara con altri amici. Lanciato a 100 km all’ora ha centrato in pieno il 25enne Tan Zhou mentre attraversava sulle strisce. Il pedone è morto sul colpo.

La polizia stradale si è limitata a un frettoloso controllo d’identità, e l’automobilista omicida è stato rilasciato. Anche in questo caso la mobilitazione è avvenuta grazie a Internet. Si è scoperto che la Mitsubishi era intestata a un magnate industriale, legato a doppio filo alle autorità locali. La protesta online ha preso di mira la polizia, accusata di essere al servizio dei nuovi ricchi. Sul quotidiano governativo China Daily è uscita un’autocritica di Zheng Xianzhi, portavoce della Pubblica sicurezza di Hanghzhou: “Gli agenti sono arrivati a una conclusione sbagliata, hanno raccolto solo le testimonianze degli amici del pilota che non erano affidabili. Siamo spiacenti per l’errore”.

Le nuove tecnologie hanno giocato un ruolo chiave anche nella fiammata di protesta studentesca che ha agitato Nanchino la settimana scorsa. La scintilla: un blitz della polizia vicino al campus universitario, per sequestrare alcune bancarelle di libri usati tenute dagli studenti. Una studentessa si è lamentata per la brutalità poliziesca. Il passaparola è dilagato su Twitter, dopo poche ore il campus era in stato di assedio, con i reparti antisommossa costretti a sedare la protesta. Le autorità hanno i nervi a fior di pelle per l’avvicinarsi del ventesimo anniversario del massacro di Tienanmen. Non c’è una regìa “politica” nella protesta di Nanchino. Ma con la disoccupazione intellettuale che cresce a vista d’occhio – 3 milioni di neolaureati senza lavoro – ogni segnale di disagio giovanile fa scattare l’allarme a Pechino.

Fonte www.repubblica.it

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Una doccia fredda, sulle aspettative di un veloce rimbalzo della crescita cinese, arriva dagli ultimi dati sulle esportazioni. Secondo l’amministrazione centrale delle dogane di Pechino, l’export dalla Cina verso il resto del mondo è calato pesantemente anche nel mese di aprile: con un valore di 92 miliardi di dollari, le vendite globali del made in China sono risultate inferiori del 22,6% rispetto allo stesso mese del 2008. Quello di aprile è il sesto mese consecutivo in calo per le esportazioni cinesi. E’ un dato che smorza l’ottimismo diffuso nelle settimane scorse circa una risalita rapida dell’attività economica nella superpotenza asiatica. La stessa amministrazione delle dogane inoltre ha rivelato che per tutto il primo trimestre c’è stato un arretramento generale dell’export cinese verso i suoi tre principali mercati di sbocco: Unione europea, Stati Uniti e Giappone. La sensazione che la ripresa cinese possa essere più lontana del previsto ha provocato delle conseguenze anche sui mercati delle materie prime, dove hanno perso quota i futures del rame e dell’oro. Il prezzo del rame in particolare è un indicatore sensibile della congiuntura cinese, per l’utilizzo intensivo di questo metallo da parte della grande industria di base. L’effetto positivo della manovra di spesa pubblica varata da Pechino si fa sentire invece sugli investimenti interni. Gli investimenti in capitale fisso nelle zone urbane sono aumentati ad aprile ancora più del previsto, compensando almeno in parte la delusione sul fronte del commercio estero. Gli investimenti in macchinari industriali e in proprietà edili sono cresciuti del 30,5% nei primi quattro mesi del 2009 rispetto al periodo gennaio-aprile del 2008. Un segnale di stabilizzazione sembra venire anche dal mercato immobiliare. Nelle 70 città cinesi di dimensioni medio-grandi i prezzi delle case ad aprile sono calati dell’1,1% in media, rispetto allo stesso mese del 2008. Da questo dato sembra che il tasso di deflazione sia in rallentamento: a marzo infatti gli stessi prezzi immobiliari erano scesi dell’1,3%. Questo lascia sperare che la de-crescita del mercato immobiliare stia per raggiungere un “pavimento”.

Fonte: www.repubblica.it

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