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Archive for dicembre 2008

Wang Jiarui, capo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), in occasione dell’incontro ai primi di dicembre a Pechino con la delegazione di giovani politici del Partito dei Socialisti Europei (PES), ha dato il benvenuto ricordando che la Cina è pronta ad approfondire la reciproca fiducia e la cooperazione con la UE. Wang ha dichiarato inoltre che il PCC desidererebbe cementare gli scambi con il PES , come pure con i suoi membri nella speranza di superare le correnti difficoltà  e contrastare le sfide globali in una visione strategica di alleanza.
 
Il Segretario Generale del PES, Philip Condery, che è anche capo della delegazione in visita alla Cina ha ricordato che  da lungo tempo intercorrono buone relazioni con il PCC e si è detto convinto che la nuova generazione di politici non lesinerà sforzi in futuro per migliorarla.

Fonte: http://chinabusiness.euro-china.org/

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Il 6 dicembre è iniziato a Pechino il primo Festival del Film Europeo con la proiezione del film francese “La Mome”, vincitore di un Oscar. Nelle due settimane successive saranno proiettati 25 film europei, uno per ciascuno degli stati membri della UE.
 
Il festival è stato organizzato dall’Ambasciata francese con la partecipazione della delegazione della Commissione Europea in Cina.
 
All’inaugurazione della manifestazione l’Ambasciatore francese in Cina, Hery Ladsous, ha espresso la speranza che il festival venga ripetuto nei prossimi anni affinché più numerosi film europei vengano proiettati in Cina.
 
Da parte sua l’Ambasciatore della UE Serge Abou ha dichiarato: “Abbiamo selezionato i migliori successi commerciali degli ultimi due anni per mostrare ai cinesi come viviamo in Europa e mi auguro che gli spettatori cinesi gustino il cinema europeo e lo stile di vita”.
 
Tutti i film sono in lingua originale con diciture inglesi e cinesi. Le proiezioni sono ad ingresso gratuito presso il Centro Culturale Francese, l’Istituto Italiano della Cultura, l’Istituto Cervantes e il Centro Ullens per l’Arte Contemporanea.

Fonte: http://chinabusiness.euro-china.org/

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Agosto 2008. Anno del Topo e costellazione del Leone: sono I miei segni. Il ciclo dell’eterno ritorno riprende …

Nuove più restrittive leggi sono state adottate nei confronti di quegli stranieri che durante il periodo olimpico non risiederanno presso gli alberghi della capitale… eccomi io sono una di questi, ma Maria ha già provveduto ed il visto atterra dolcemente tra le pagine del mio passaporto.

Mail dell’amico Q.. “ quando arrivi ti vengo a prendere all’aeroporto”… no è troppo lontano ed io starò da amici vicino all’aeroporto.” ..”Ehi dove sei?”…”sono ancora a Shanghai arrivo stasera ..eccomi finalmente…” “ sai qui da noi alloggia la nazionale italiana”.. inizia l’avventura

Casa Italia a fianco di Haidian Park…è un minareto quella cosa che svetta a fianco? No è un missile. Creazione nostra o dei Cinesi? Chi ha scritto che questo è un luogo assai frequentato di Pechino? Casa Italia è a nord ovest di Pechino non lontano dalla zona universitaria, uscita 40A del 5° anello…ormai l’ho imparato a memoria.

8 agosto 2008 Cerimonia di Apertura, davanti al maxi schermo di Casa Italia. Corale percussione di tamburi, meglio detti “fu”, antichi contenitori per il vino. Nell’antichità tali contenitori venivano percossi per dare il benvenuto ad amici lontani. I ragazzi urlano una frase di Confucio:” amici che arrivano da lontano, non è questa la felicità?” si per me lo è!!

Security e metal detector ad ogni stazione di metro. I volontari sempre rigorosamente in gruppo. Un sorriso si apre sui loro volti quando ti avvicini per chiedere informazioni. Le indicazioni non sono sempre corrette ma la volontà di essere utile è grande come questo paese. Sui loro visi brilla l’orgoglio di avere dato un contributo a queste Olimpiadi: per non accorgersene bisogna essere ciechi… o media occidentali! Estate 1981 mi sto dirigendo al Palazzo delle Telecomunicazioni per telefonare in Italia. Non so dove sia l’edificio e quindi mi avvicino ad un passante per chiedere informazioni…lui, il passante, al mio avvicinarsi – satana la straniera- mi guarda col terrore negli occhi…sono passati 27 anni.

Il concerto di Gianni Morandi a Casa Italia, attorno le gigantografie dei campioni di ieri appese alle pareti.

L’emozione del primo biglietto dell’Olimpiade è l’ingresso al palazzetto della Ginnastica, National Indoor Stadium, è il biglietto “ eh fatte dì de no di Intesa San Paolo”. Siamo sedute in  alto ma scendiamo perché I posti liberi sono molti. Qualificazione a squadre femminile: Russia, Germania, Australia, Ucraina. Che bello vederle volteggiare lì sotto.

L’emozione la prima volta davanti al Nido, lo Stadio Olimpico. Una giornata uggiosa e noi lontane per una fermata di metro sbagliata (informazione del volontario). La torcia in lontananza punteggia questo cielo sempre grigio degli agosto pechinesi, unico colore caldo di questa giornata nata male..ma certo sempre olimpica.

Gli schermi piatti installati in ogni vagone della metro ed anche sugli autobus. Queste Olimpiadi non si possono perdere davvero.

Gli autobus cinesi oggi sono moderni ed hanno l’aria condizionata ma le bigliettaie sono sempre inflessibili, con la loro matitona avvolta nell’elastico per staccare Il biglietto (1 yuan) ora in aggiunta urlano di vidimare gli abbonamenti ..nulla sfugge loro. E vogliono pure sapere dove scendi anche se non influisce certo sul prezzo. Il ricordo vola agli sgangherati autobus rossi e bianchi degli anni ’80 quando all’approssimarsi della fermata sempre lei, la nostra bigliettaia, si sporgeva e battendo forsennatamente la mano sulla fiancata urlava al megafono per avvisare e fendere così la grande folla di biciclette che transitava come un fiume il piena vicino al marciapiede. Il fiume di biciclette non c’è più al suo posto ora c’è un fiume di auto.

Le manine gonfiabili con le quali I Cinesi sugli spalti battono il tifo. Da noi non le ho mai viste, ci sono? Ci saranno?

Un momento di riposo a casa..vediamo un po’ che trasmette la tele…sollevamento pesi femminili, nooohhh!!

Rientro a casa la sera… momento di relax. Vediamo un po’cosa trasmette la tele… ping pong. Nooohhh!!

Pausa la mattina prima di uscire. Vediamo un po’ cosa trasmette la tele…badminton. Nooohh!!! E per forza che non li ho seguiti I risultati ..

Olympic Green Park i bagni chimici incredibilmente sempre pulitissimi. L’autobotte per lo svuotamento passa molto frequentemente. Mi ricorda un tempo I tricicli con la piccola botte di gomma il cui laido tremolio lasciava intendere lo schifoso contenuto. Ciclisti in canotte dai rutilanti colori fucsia o blu elettrico le conducevano pedalando lungo gli hutong la mattina e la sera per svuotare I tanti bagni lungo I vicoli, lasciando dietro di sè un caldo insopportabile fetore. Ho sempre pensato che fosse un lavoro disgustoso ma certo estremamente necessario.

La security dell’albergo dove alloggia la nazionale italiana alla Beijing Sports University…sono tutti “waidi”(esterni) e mi fermano ogni volta che transito anche se nella stessa giornata. Il capo indossa un cappello la cui circonferenza è molto superiore a quella della testa e dunque faccio una gran fatica a prenderlo sul serio ogni volta che me lo vedo davanti.

Dentro al Nido, proprio sotto di me scatta la finale dei 100 h femminile…L’americana Lolo Jones perde l’appoggio sul penultimo ostacolo. Era prima, non prende nemmeno una medaglia. Cosa passa nella testa in questi momenti?

Lo stand di Adidas ed all’interno la fantastica torre col bellissimo ed energizzante messaggio pubblicitario..bello, anzi bellissimo. Ci vorrebbe anche da noi questo ottimismo e questa forza.  Trovo che Adidas ha fatto cose egregie e di gusto per questa Olimpiade.

Stand faraonico di Nike all’interno della Oriental Mall di Wangufujing. Faccio una foto tanto è grande ed articolato.

Il biglietto falso (giuro che non sapevo lo fosse) col quale sono entrata a Wukesong alla partita di basket. Manca di ologramma e di barra argentata tipo euro. Inoltre è più sottile e meno spesso. La mia faccia è proprio una garanzia di onestà allora?

Il calzino corto velato nero su sandalini aperti bianchi che indossa la sig.ra Y.. della Beijing Sports University…lei proprio come vent’anni anni fa!!…allora andava tanto il tacco alto nei sandali anche per gli uomini accompagnato da occhiale da sole sul quale era d’obbligo mantenere l’etichetta adesiva. Il tacco era rinforzato da una placca di metallo che ne evitava il precoce consumo ma provocava un atroce rumore! E negli uomini questa fantastica visione sbucava prepotente da un calzone a campana – rigorosamente avvolto all’insù – che lasciava intravedere I radi peli isolati del polpaccio. Ora attorno a me ho una folla che cura il proprio aspetto sia nel fisico che nel vestire, educata, anche raffinata. Quando salgo in metro quantunque piena non provo il disagio che sento sul treno per pendolari che mi vede giornalmente salire in Italia.

Gli anziani cinesi in canotta bianca seduti sugli sgabelli che giocano a dama cinese..attorno il solito capannello di sfaccendati a guardare. Adesso come un tempo questa è la vita dei vicoli. Fa da sfondo a questa bisca rurale la biancheria appesa un poco ovunque, lingerie assolutamente no sexy. Mi chiedo come mai persone così minutine e magre mostrino di indossare sempre mutande apparentemente ciclopiche…yao shufule!!(= vogliamo essere comodi)

I volontari sono tanti, ogni categoria contraddistinta da magliette dai colori diversi. Il genere standard indossa la variopinta azzurro, giallo e bianco, cappellino, calzoni grigi, marsupio, tutto marcato Adidas. Quindi ci sono i tanti che passano il loro tempo seduti in metro a controllare il traffico: praticamente uno per vagone. Maglietta azzurra in cotone, fascia rossa al braccio. Infine non mancano le “ bisbetiche non domate” ovvero gli anziani che abitano negli hutong e trascorrono il tempo seduti su bassi sgabellini, sventagliandosi e facendo chiacchiere. Nessun passante, nessuno straniero, nessun foresto, nessun fatto od antefatto sfugge tuttavia al loro sguardo attento. Sono contraddistinti da magliettina bianca con logo Yangjing beer, uno degli sponsor olimpici. Sicuramente in Occidente l’assunto che la Cina sia un regime dove tutti sono controllati ha il suo proprio nerbo in questa speciale categoria!.

La maratona femminile del 14/8, ho la mappa con tutto il percorso in città. Partenza alle 7,30 perché poi il caldo potrebbe essere insopportabile. Arrivo a Tian Anmen puntualissima alle 7…Strano mi sembra tutto così tranquillo, sopratutto le mie antenne sono allertate dal fatto che nessun Cinese “è in coda”..loro per questo hanno un sesto senso. Chiedo ad un poliziotto dove sia la partenza..è tutto stranamente deserto. Lui mi guarda rispondendomi “che non hanno ricevuto comunicazioni in proposito”..uhm ? Infatti  ho sbagliato giorno: la maratona femminile si corre il 17/8. Pensare che mi sono alzata alle 6 per arrivare in tempo!!

C.. al ristorante vietnamita (davanti all’ambasciata belga!! Pare nessuno sappia dove sia) dopo 15 anni…che incontro…Poco tempo per raccontarsi una vita, culture diverse, emozioni, progetti e poi queste Olimpiadi che catalizzano tutto.. ma abbiamo ancora qualche settimana per il passato.

La ns cena nel ristorante tradizionale in uno siheyuan sotto un pergolato a chiacchierare fino a tardi…fuori il brusio colorato della notturna Dongzhimen. A fianco c’è una troupe giapponese che filma ripetutamente due delle vallette che presenziano alle premiazioni…e le esibizioni dello “spaghettatore acrobatico”..,. seguono inchini ripetuti…ancora inchini ripetuti…ancora una volta….

L’emozione la prima volta dentro al Nido. Finale dei 10.000 femminili, una gara bellissima ed avvincente. Bellissima ed intelligente la gara della statunitense Flanagan giunta inaspettata terza, imprendibile la Dibaba. La Turca è inguardabile  … (decontestualizzata questa frase sembra riferirsi ad altro).

Ho i tubetti di acquarello con me, mi faccio guidare il dito sulle guance usando il rosso ed il verde (il bianco non ce l’ho). Passeggio orgogliosa delle mie guancette “nazionali” ma scopro solo a casa lavandomi il viso che quello che ho tracciato sul volto è simile agli inguardabili graffiti metropolitani…amiche mie siete residenti all’estero da troppo tempo, cosa m’avete disegnato?!

I tanti negozi da sposa cresciuti in Xidan nord. L’incrocio con la Chang An là dove svetta lo Head Office di Bank of China opera dell’architetto Pei, mi è irriconoscibile.

La passeggiata serale attorno al canale a nord della Città Proibita, costeggiando Beihai e la nuova ma sempre vecchia residenza mandarinale della dirigenza cinese. Una poliziotta sorridente mi dice che lì non si può fotografare spiegandomi che il panorama della dagoba bianca di Beihai è più interessante. Fantastica ( il suo suggerimento non la dagoba)!

Gente seduta la sera lungo il canale, famigliole a godersi il fresco guardando I padiglioni della muraglia esterna della Città Proibita illuminati; fotografi amatori con cavalletti e potenti zoom, fidanzati, coppie, anziani…tanta pace e serenità. Un’altra Pechino meno Olimpica. Mi accorgo che una parte di vicoli a sud della strada che congiunge Xidan con Dongdan sono stati abbattuti…verranno grattacieli e luccichio anche lì? Speriamo considerino dimensioni più umane per questa vecchia Pechino che dovrebbe restare per loro e non solo per I turisti.

Refuelling China sta scritto- accanto ai relativi caratteri cinesi- sulle magliette di alcuni tifosi… gioco di parole cinese: “forza” e “fare il pieno” si dicono alla stessa maniera e Sinopec, il colosso petrolifero, è pure uno sponsor. Al momento abbiamo riso perché abbiamo pensato ad un errore di traduzione..invece..

L’aiuto cuoco cinese alla Beijing Sports University. Gli hanno fatto capire di tagliare il prosciutto a fette sottili. Lui, se vengono spesse, semplicemente le butta!! Un signore! Gli Italiani?? Furibondi. Beh il prosciutto pare essere un elemento di clash culturale e ricordo fu protagonista di un altro piccolo fraintendimento. Metà anni ’90 in un allora noto ristorante italiano della capitale, sono a cena con Mr V. Mr V nota con piacere sul menù il piatto “prosciutto & fichi” ed avuta conferma che lo si può ordinare attende che gli venga servito il desiderato piatto. Poco dopo infatti il cameriere cinese gli porta un bel piatto di prosciutto…e basta. Mr V. si rivolge al cameriere” scusi e I fichi?”. Il cameriere imperturbabile gli risponde: “Sono già dentro Signore!”. Al che Mr V. uomo di grande spessore e di straordinario spirito alzata una fetta con la forchetta, guardandola in trasparenza ribatte “ io non li vedo però!!!”

8 agosto 2008 Cerimonia di Apertura. E’ andato tutto bene ma quando siamo oramai arrivate a casa..comincia a piovere..che fortuna. Forse contemporaneamente Putin sull’aereo speciale che lo riporta in patria ordina il bombardamento dell’Ossezia.

Capital Museum: una piccola occidentale in un tempio della cultura strapieno di gente. File lunghissime alle quattro casse. Gli occidentali si contano sulla punta di una mano. E stato costruito nel 2005 su un progetto sino-francese e raccoglie fra l’altro collezioni provenienti dal Palazzo di Confucio in Guozijie. Questo luogo rappresenta la memoria per me più straordinaria dopo le  Olimpiadi.

La ricarica telefonica China Mobile che ho comprato all’edicola vicino allo zoo perché avevo terminato il credito…moh debbo capire come fare per attivarla!! Incredibile adesso a Pechino ci sono le edicole, chioschetti tondi, inequivocabile la loro funzione, strapiene di riviste anche internazionali, nella loro versione in cinese: harper bazar, cosmopolitan, riviste di viaggi, di cucina, biglietti della lotteria. Però sotto, nella metro, in certi angoli nascosti dietro qualche colonna c’è ancora la signora seduta su un micro sgabello col suo fascio di quotidiani nelle edizioni pomeridiane e serali. Passa il treno scarica una folla, qualcuno ha fretta e allunga una mano e se ne va con quei due fogli zeppi di caratteri che sono l’edizione serale da leggere magari nella tratta di metro successiva.

Con M.. arriviamo in metro a Xizhimen quindi camminiamo in cerca della fermata azzurra della special line K24 che porta diretta al palazzetto a Baishiqiao…la K24 non passa ed allora saliamo su un taxi, ma c’è un ingorgo. Non fosse che è caldo ci sarebbe convenuto andare a piedi come ho fatto poi al ritorno. Il Palazzetto di Baishiqiao è ancora quello di 30 anni fa, rimodernato ma non certo quel prodigio di architettura visto sino allora. Qualche cosa di più umano nella sua banalità socialista!.

Il treno superveloce maglev che ho preso al mio arrivo all’aeroporto Pudong Int’l di  Shanghai. B.. mi disse che dovevo assolutamente salirci. Salgo, mi sistemo…ops siamo già arrivati. Un lampo: 8’ per 32 km. Adesso c’è pure un treno superveloce Beijing Tianjin che impiega 35’: ancora una volta senza parole..

Beijing Sports University andiamo alla pista indoor di atletica dove si allenano I ragazzi italiani dell’alto. E’al coperto, un vero forno crematorio. In un attimo il sudore scende copioso …

La mega palestra con le attrezzature Technogym: 200 macchine, mai visto una cosa tanto imponente. L’amico Q.. me la mostra orgoglioso una sera prima di riaccompagnarmi a casa. Anche io sono contenta perché dopo il suo rientro dall’Italia è riuscito a crescere nella fiducia dei suoi capi.

I vecchietti nel parco tengono in mano grandi rocchetti per aquiloni che volano tutti altissimi nel cielo. Sono col naso all’insù a cercare di vedere quanto s’è alzato il puntolino. Gli anziani seduti muovono con naturale abitudine il ventaglio, osservandomi. A me sembra che nella loro vita non si siano mai mossi da lì.

Devo vedere il famoso palazzo sghembo di CCTV che ho già fissato in un acquarello da una foto…I Pechinesi lo chiamano le” mutande”. Debbono sempre appiccicare dei nomignoli a tutto.

Cerimonia di Apertura. L’esibizione di taiqi: un cerchio umano circonda un quadrato. Cielo e Terra. L’unione di cielo è terra è il buon governo, l’armonia… di 1, 3 mld di persone, per quanto sarà possibile?

L’imbarazzo della signora G.. Voleva invitare gli Italiani a mangiare I jiaozi ma pare si siano rifiutati…le ho spiegato che durante l’Olimpiade non avrebbero mai accettato ma di riprovare ad invitarli al termine, prima della partenza. E’ sinceramente dispiaciuta ed agitata, vorrebbe avere modo di capire e di spiegare…ma non c’è nessun interfaccia linguistico…come fanno a comprendersi?

Un resoconto informa che circa l’80% degli atleti testati è risultato aver fatto uso di viagra, sostanza comunque non inclusa in quelle illegali…ah!? Adesso ho capito perché il villaggio olimpico è completamente circondato da alte reti…occhio a passarci vicino.

Casa Italia. Maria mettiti lì sotto la gigantografia di Klaus Di Biasi che ti faccio una foto per ricordati lui chi è. I suoi tuffi dalla piattaforma dei 10 m erano tripla capriola con doppio avvitamento carpiato all’indietro =  sinonimo di difficilissimo.  Dentro al Nido. Lì davanti a me quasi a toccarla la pista rossa, sono in 9a fila. Notte magica stanotte con la finale dei 100 m maschili..io c’ero! Due gambe sparate a saetta bruciano come un proiettile I 100 m più veloci della storia… proprio lì davanti a me. Il delirio di 90.000, la pelle vibra sotto quel boato, in alto la torcia imperturbabile a quello che ha visto continua a bruciare.
Simonetta Rigato

 

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Venerdì 5 dicembre il Ministro degli Affari Civili della Cina ha comunicato alla stampa l’istituzione del sito web  www.ccdic.org contenente tutti i dati sugli aiuti ricevuti dai donatori per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 12 maggio a Sichuan. Il sito è in lingua cinese.
 
Questa lodevole operazione di trasparenza consentirà alla gente di conoscere l’entità delle offerte effettuate e come le stesse sono state utilizzate in aiuti alle popolazioni delle aree terremotate.
 
I dati relative a 1.7 milioni di donatori cinesi e stranieri che hanno versato 31,4 miliardi di RMB (circa 4,6 miliardi di USD) possono essere identificati nel sistema.
 
Secondo il Ministero degli Affari Civili, alla data del 25 novembre, i contributi in denaro di 75,2 miliardi di RMB e i beni che ammontano a e 94,6 miliardi di RMB sono stati già canalizzati per aiuti nella ricostruzione delle zone terremotate.
Fonte: http://chinabusiness.euro-china.org/

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E’ in costruzione una centrale fotovoltaica a Wuhan, nel centro della Cina. Diversamente dalle comuni costruzioni con pannelli fotovoltaici posti sul tetto, i quattro palazzi che formeranno la centrale hanno tutta la struttura fotovoltaica, compreso il tetto, i muri, le porte e le finestre, i quali potranno produrre annualmente 1,8 milioni di KW ore di energia elettrica e saranno collegati alla rete elettrica.
 
Questo progetto è finanziato congiuntamente dal Ministero della Scienza e Tecnologia, Ministero dell’Abitazione e dello Sviluppo Urbano e Rurale, e Ministero delle Finanze. Il totale investimento previsto è pari a 66,05 milioni di RMB (circa 9,67 milioni di USD).

Fonte: http://chinabusiness.euro-china.org/

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Sta iniziando la riforma del regime dell’IVA in Cina
Con la promulgazione di un Regolamento in novembre, a partire dal 1° gennaio 2009 il regime dell’IVA in Cina sarà trasformato da tipo prodotto a tipo consumo. Il cambiamento principale consiste nella deducibilità dell’IVA per l’acquisto di beni strumentali. Indubbiamente tale riforma potrà incoraggiare gli investimenti e le innovazioni tecnologiche.
 
Inoltre, l’aliquota dell’IVA per i contribuenti minori sarà ridotta al 3% per le attività produttive e al 4% per le attività commerciali, mentre per i contribuenti ordinari l’aliquota rimarrà al 17% per la maggioranza dei prodotti.

Fonte: http://chinabusiness.euro-china.org/

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ansa_12618974_30470La Cina è il primo paese che prenota uno spazio all’Expo 2015. L’accordo è stato siglato a palazzo Marino dal sindaco Letizia Moratti, dal vicepresidente del Ccpit (China council for the promotion of International trade), Wang Jinzhen, e dal presidente dell’Ice (Istituto commercio estero), Umberto Vattani, e avviene in reciprocità con quello siglato da Italia e Cina che permetterà al bel paese di avere un padiglione da circa 7mila mq all’Expo 2010 di Shangai.

La Cina “è il primo grande paese che ha deciso di partecipare all’Expo 2015 – ha dichiarato Moratti -. L’Italia ha già firmato un accordo per un padiglione di oltre 7mila mq, uno dei più grandi dell’Expo di Shangai, con questo accordo con il Ccpit e il Governo cinese, la Cina si impegna anche per il successo di Milano 2015”.

Secondo quanto riferito stamani dal sindaco, “stiamo lavorando con Shangai da tanto tempo. Milano parteciperà all’Expo di Shangai perchá è stata selezionata tra le 30 città al mondo che possono presentare le migliori pratiche nel campo dello sviluppo urbano da Shangai 2010, quindi, quello che firmiamo oggi è il frutto di un lavoro di oltre due anni”. Una sigla “per noi molto importante perchá firmiamo un accordo di reciprocità: noi ci impegniamo, e lo siamo già, per il successo di Shangai 2010 sia con il nostro padiglione nazionale che con il padiglione di Milano” e la Cina “si impegna anche per il successo di Milano 2015”.

Fonte: www.affaritaliani.it

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Una delle preoccupazioni maggiori degli imprenditori stranieri al primo approccio con il circuito cinese delle fiere commerciali è come proteggere i propri beni intellettuali nel corso di questi eventi.

Sono circa 4.000 le fiere commerciali che ogni anno si svolgono sul territorio della Cina continentale. Le sedi principali di queste manifestazioni sono Shanghai, Pechino e Canton, seguite a ruota da Dalian, Shenzhen e Zhuhai.

La normativa diretta a far rispettare i diritti di proprietà intellettuale nel corso delle esposizioni è stata promulgata dal Ministero del Commercio e dalla State Administration for Industry and Commerce il 10 gennaio 2006, ed è in vigore dal primo marzo dello stesso anno.

La nuova legislazione indica quali sono le autorità competenti ad intervenire nel caso di violazioni che avvengano nel corso di un’esposizione.

  • Se una fiera commerciale dura oltre tre giorni, gli organizzatori sono obbligati a istituire un centro reclami per i problemi relativi alla proprietà intellettuale.
  • Se la fiera dura solamente uno o due giorni, e gli organizzatori non hanno predisposto un centro per i reclami, l’azienda espositrice può verificare l’eventuale presenza alla manifestazione di autorità locali quali la Administration for Industry and Commerce (AIC), il Public Security Bureau (PSB) o il Technical Supervision Bureau (TSB).

Preparazione

  1. Assicuratevi di aver messo in atto le misure a vostra tutela e che queste possano essere fatte valere in presenza di violazioni.
  2. Verificate se i vostri prodotti sono stati registrati in Cina come brevetti, modelli di utilità, disegni o marchi commerciali. Copie dei documenti rilevanti dovrebbero essere disponibili in loco.
  3. Gli organizzatori delle fiere in Cina forniscono normalmente informazioni agli espositori, già attraverso i propri siti web. Un’analisi preventiva dei siti delle aziende concorrenti potrebbe far scoprire casi di potenziale contraffazione, garantendo un più ampio termine per preparare un’azione legale.
  4. Valutate quali informazioni rendere disponibili al pubblico sotto forma di brochure o di campione. Tutto ciò che viene distribuito potrebbe servire da ispirazione o da manuale di istruzioni per la potenziale realizzazione di copie illegali.

Gestire i casi di contraffazione

Il monitoraggio continuo della situazione dovrebbe essere incluso fra le misure preventive di protezione. Se il responsabile della violazione ha tutto il tempo di posizionare la propria società e i prodotti contraffatti sul mercato, saranno maggiori sia i costi che dovranno essere sostenuti per contrastarlo, che il danno in termini di riconoscibilità del marchio, credibilità e quota di mercato.

Le fiere e le esposizioni commerciali sono una buona occasione per scoprire potenziali contraffattori, il giorno di allestimento della fiera può quindi essere ben speso girando per gli stand alla ricerca di prodotti contraffatti.

Nell’eventualità in cui venga individuato un prodotto potenzialmente contraffatto, è importante ottenere il maggior numero di informazioni possibili sull’espositore e sul prodotto stesso. Una macchina fotografica digitale o un telefono cellulare dotato di fotocamera potrebbero essere utili per acquisire delle prove. Anche brochure, biglietti da visita ed ogni altro stampato possono rivelarsi utili per supportare un’azione di tutela.

Ogni azienda dovrebbe aver stabilito a propri quale procedura seguire per la gestione di un caso di contraffazione. Un’azione legale contro il responsabile di una contraffazione necessita di un’attenta preparazione:

  • la scelta di quali armi adottare deve essere discussa in modo approfondito
  • è necessario confrontare gli effetti delle differenti soluzioni possibili.

Normalmente è il management a decidere se reagire immediatamente contro il contraffattore oppure se continuare a monitorare ulteriormente gli sviluppi.

Protezione della proprietà intellettuale

È altamente raccomandato rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale con meccanismi di protezione che assicurino che informazioni cruciali non possano essere reperite facilmente per mezzo di dipendenti sleali o trasgressori esterni all’azienda.

In certi casi l’assunzione di misure di protezione può risultare più efficace di un brevetto, per esempio, nel caso di un prodotto il cui ciclo di vita sia di molto inferiore al tempo necessario per la registrazione di un brevetto.
Per questi prodotti chiedere la registrazione come modello di utilità invece che come brevetto può rivelarsi più sensato, dal momento che il periodo di esame è nel primo caso notevolmente inferiore.

Un elevato livello di riservatezza è il miglior metodo di protezione e dovrebbe essere considerato come una priorità, in particolare in presenza di prodotti o tecnologie destinati a durare a lungo nel tempo.
Nella maggior parte dei casi la segretezza è utilizzata per proteggere ricette o procedimenti produttivi che non possono essere facilmente imitati.

È necessario provvedere alla protezione dei dati sensibili:

  • predisponendo controlli all’accesso
  • proibendo il download di dati sensibili da parte dei dipendenti.

Le misure che permettono una tracciabilità continua di ogni prodotto garantiscono il più alto standard di protezione contro la contraffazione. La realizzazione di un sistema di tracciabilità così complesso è tuttavia costosa e potrebbe risultare ingiustificata, nonostante queste misure abbiano anche un positivo effetto secondario in termini di controllo qualità e di logistica.

La tutela della proprietà intellettuale in Cina

È inutile provvedere alla registrazione dei diritti di proprietà intellettuale qualora non si intenda far valere questi diritti in caso di contraffazione. In Cina si applica il principio del “dual enforcement”: esistono cioè due differenti strumenti di reazione.
Il titolare di un diritto può decidere se far valere il proprio brevetto, marchio commerciale o diritto d’autore, di fronte:

  • al giudice ordinario, oppure
  • ad un organo amministrativo ad hoc.

È in ogni caso garantita alle parti la facoltà di impugnare in sede giurisdizionale le decisioni amministrative.

L’entrata della Cina nell’OMC ha portato a numerosi cambiamenti e ad una modernizzazione del sistema cinese di tutela dei diritti.
L’accordo TRIPS (Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights), in particolare, è ora direttamente applicabile in Cina, sebbene sia altamente improbabile che un individuo possa essere in grado di far valere i propri diritti solo sulla base di un trattato internazionale.

Molti giudici e funzionari pubblici, in particolare al di fuori delle città principali come Pechino, Shanghai e Canton, non sono in possesso di una sufficiente preparazione giuridica per gestire complesse vertenze in materia di brevetti. Protezionismo locale e corruzione giocano ancora un ruolo importante sia nei procedimenti giurisdizionali che in quelli amministrativi.

Avviare una causa contro una società pubblica in aree diverse da Pechino e Shanghai può rivelarsi una sfida molto dura, con poche chance di successo.
È tuttavia necessario attivarsi giudizialmente o per via amministrativa; se non altro per mandare ai contraffattori un chiaro messaggio sui rischi connessi alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale di una società. In molti casi il risultato migliore che si può ottenere è che un’organizzazione criminale interrompa gli abusi, spostandosi verso un obiettivo più debole.

Una delle conseguenze del sistema cinese di doppia tutela è il moltiplicarsi delle autorità potenzialmente competenti ad esaminare un caso di contraffazione. Questo fattore contribuisce alla lentezza di molti procedimenti, che normalmente passano attraverso una prima fase di giudizio amministrativo e sono in seguito sottoposte a revisione da parte dell’autorità giudiziaria. Ciò, tuttavia, non accade sempre.

A seconda dell’identità del contraffattore e del tipo di diritto di proprietà intellettuale oggetto della contesa, scelte strategiche di riduzione dei tempi permettono di evitare lunghi procedimenti.

I responsabili dell’abuso di marchi commerciali sono normalmente organizzazioni illecite, costituite da società fittizie (o “fantasma”), che non sono in possesso di alcuna business license. Questo genere di contraffattore cerca normalmente di sottrarsi agli eventuali procedimenti avviati nei suoi confronti. In questi casi è fuori discussione che vi sia un ricorso giurisdizionale.

Una semplice azione amministrativa, se ben preparata, può risultare la prima e l’ultima istanza di tutela necessaria. Questi casi, necessitano comunque
di un significativo lasso di tempo per la loro introduzione, necessario per evitare che i contraffattori si sottraggano alla giustizia.

Fare causa ad una società pubblica o privata di una certa entità per una violazione della proprietà intellettuale comporta certamente una lunga battaglia legale. In questo genere di situazioni, la possibilità di ricorrere ad una soluzione di tipo amministrativo dovrebbe essere esclusa a causa delle probabili connessioni politiche del contraffattore ed anche perché in questo caso ogni possibile decisione dell’autorità amministrativa sarebbe certamente impugnata ex novo per via giudiziaria. Si giungerebbe in questo modo ad un raddoppio dei procedimenti e dei relativi tempi e costi.

Un primo passo poco costoso e di basso profilo per far valere i diritti di proprietà intellettuale è semplicemente quello di scrivere al contraffattore chiedendogli di porre termine al comportamento lesivo. La lettera comprende normalmente un impegno a non protrarre la violazione che, se controfirmato, potrebbe fungere in futuro da utile prova contro il contraffattore.

IPR Complaint Centers

Tra le numerose azioni promosse dal governo cinese per migliorare la protezione della proprietà intellettuale vi è la creazione dei Centri per il Reclamo dei Diritti di Proprietà Intellettuale.

A partire dal 2006 sono stati aperti una cinquantina di questi centri, in 12 tra province e municipalità, allo scopo di registrare le denuncie di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Tra le 12 località vi sono Pechino e le province di Heilongjiang, Gansu e Jiangsu. Tutti i centri di denuncia utilizzano il medesimo numero di telefono (+86 – prefisso locale – 12312).

Gli IPR complaint centers verificano l’autenticità delle informazioni raccolte telefonicamente, selezionano i casi di verosimili violazioni e li trasmettono ai dipartimenti competenti. Le autorità competenti devono poi nuovamente riferire i risultati ottenuti ai centri di reclamo.

Agli stranieri questi sportelli offrono il vantaggio di avere un unico interlocutore, il che permette di evitare all’impresa di farsi strada attraverso l’amministrazione cinese deputata alla tutela della proprietà intellettuale. D’altro canto però finora questo servizio è offerto solo in cinese.

Una volta che una società si è rivolta ad un complaint center per denunciare una contraffazione, la stessa non può più avviare un’azione amministrativa. Anche tutto l’iter successivo avviene unicamente attraverso il complaint center e non direttamente con il dipartimento competente, il che potrebbe risultare svantaggioso.

I Desk per la tutela della Proprietà Intellettuale in Cina

I “Desk per i Diritti della Proprietà Intellettuale” (I.P.R.) in Cina sono attivi presso gli Uffici ICE di Canton, Shanghai e Hong Kong, ed è prevista la prossima apertura anche presso la sede di Pechino.

Gli I.P.R. Desk hanno una duplice finalità:

  1. erogare assistenza alle aziende italiane in materia di Proprietà Intellettuale
  2. svolgere attività di monitoraggio sul territorio locale per conto delle Pubbliche Amministrazioni interessate alla tutela del “Made in Italy”.

I Desk offrono servizi di informazione e orientamento sul sistema locale di protezione della Proprietà Intellettuale e relative procedure, assistenza nelle operazioni di registrazione di marchi e brevetti, consulenza legale (anche attraverso l’ausilio di figure professionali di fiducia, specializzate nella materia e selezionate in loco), oltre a svolgere un’attività di studio del mercato e della regolamentazione cinese in materia di P.I.

In collaborazione con China Briefing
a cura di Alberto Vettoretti

Fonte: www.newsmercati.com

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dscf2815A dispetto dell’ondata di crisi che sta travolgendo tutto il mondo, la Repubblica popolare cinese festeggerà nel mese di dicembre il trentesimo anniversario dell’affermazione nel Paese del capitalismo in versione cinese, delle riforme economiche, e della creazione delle prime zone economiche esclusive.

Per cercare di capire cosa è cambiato in questi trent’anni, Panorama.it ha fatto un salto a Shenzhen, la metropoli che confina con Hong Kong che, nel 1980, entrò nel primo gruppo di villaggi che il partito decise di trasformare in zone economiche esclusive, in avamposti della modernità, con l’obiettivo da un lato di riprodurre l’esperienza di Hong Kong e delle altre tigri asiatiche sul continente, dall’altro di rilanciare l’economia di un Paese che usciva stremato dalla Rivoluzione culturale. Le differenze tra la Shenzhen di oggi e quella di allora sono enormi: nel 1978 era un villaggeto di pescatori abitato da non più di 30 mila persone. Oggi una metropoli ultra moderna che ospita 14 milioni di abitanti. Trent’anni fa i contadini locali vivevano commerciando sale, tè, riso e spezie, e il nome della città deriva appunto da zhen e chong, i caratteri cinesi utilizzate per identificare gli scarichi costruiti in mezzo alle risaie. Oggi, i settori di punta dell’industria locale sono nuove tecnologie, logistica e servizi finanziari.

Un cambiamento di tale portata è stato favorito senz’altro dalla scelta del governo di concedere agevolazioni fiscali agli imprenditori intenzionati a spostare i propri impianti industriali nella neonanta zona economica esclusiva. Allo stesso tempo, non va dimenticato che nel 1982 Pechino trasferì a Shenzhen anche 20 mila soldati dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLA). Gli ufficiali del genio vennero mandati a Shenzhen per creare “le condizioni che permettessero alle riforme economiche di avere successo”. Come ricorda Zhou Shunbin, che nel 1982 di anni ne aveva 27, “una vota arrivati a Shenzhen molti soldati rimasero sorpresi per il fatto di non trovarvi né strade né edifici”. Al South China Morning Post, il soldato racconta anche che molti commilitoni si convinsero di essere giunti nel villaggio sbagliato. “All’inizio vivevamo e lavoravamo in condizioni pessime. Non c’erano posti dove stare, quindi abbiamo costruito capanne di bambù, ma mosche, zanzare, serpenti, topi e lucertole si annidavano ovunque”. Tra i primissimi progetti affidati al genio dell’esercito vi furono la pulizia dei canali e dei fiumi da fango e carcasse di animali morti e la distruzione di intere colline per fare posto ai futuri edifici. All’epoca, però, i colleghi di Zhou Shunbin non avevano nessuna nozione di ingegneria edile, così a piccoli gruppi i soldati vennero spediti a Hong Kong per imparare a progettare grattacieli. Il primo, il Guomao Plaza, venne inaugurato alla fine del 1982. Da allora, i palazzi sono cresciuti come funghi, e il villaggio è diventato una metropoli di oppotunità e benessere diffuso. In realtà, già nei primissimi anni ’80 i militari della PLA si erano resi conto che il futuro di Shenzhen, anche grazie al loro lavoro, sarebbe stato roseo. Per questa ragione, quasi tutti a fine missione abbandonarono l’esercito e si stabilirono in una città ormai moderna di cui oggi, da anziani, apprezzano comodità e vantaggi.

Claudia Astarita
fonte
www.panorama.it

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L’Eifi, che raccoglie 86 aziende europee produttrici di fastener, ha denunciato alla Commissione europee le sleali misure di dumping praticate dalla Cina per la commercializzazione di viti e bulloni, chiedendone un intervento 

Lo spettro della micidiale concorrenza cinese potrebbe fare un’altra vittima, falcidiando la produzioni di bulloni e viti. E nemmeno i trafilati, i tubi e la vergella (barra di acciaio semilavorato) possono dirsi al sicuro in questi tempi di crisi acuta dall’ombra lunga di Pechino.
La denuncia in realtà ha origine in tempi non sospetti, il 26 settembre 2007, quando l’Eifi, Associazione europea produttori di fasteners (viti e affini), ha presentato alla Commissione Europea una denuncia antidumping contro le importazioni di viteria e bulloneria provenienti dalla Cina. A sostenerla 86 aziende localizzate in Francia Spagna Italia Germania Polonia Gran Bretagna Svezia e Portogallo. L’accusa contro le cugine “made in China” è quella di essere commercializzate in regime di dumping: vendute cioè ad un prezzo medio più basso rispetto a quello praticato sul mercato domestico, inferiore addirittura al prezzo della materia prima utilizzata nella produzione dei fastener.

La decisione dell’Eifi  è stata motivata dalla preoccupante perdita di quota di mercato dei produttori europei registrata negli ultimi anni, che ha avuto come risultato una minor utilizzazione degli impianti, con ricadute negative sui risultati aziendali e sui livelli occupazionali. Dal 2004 al 2007 si stima che la perdita occupazionale è stata pari a circa 3.800 unità in un settore che direttamente o indirettamente dà lavoro a circa 70.000 addetti. Senza contare poi i danni che dalle viti e dai bulloni si propagheranno a monte e a valle della catena di produzione: dalle acciaierie alle società che fabbricano le attrezzature, dalle società che operano nel settore dei trattamenti superficiali a quelle produttrici dei confezionamenti e dei trasporti. Nessuna potrà fare sonni tranquilli.

Ristabilire le condizioni di mercato significherebbe per l’industria europea del settore aumentare i volumi produttivi (gli impianti sono oggi utilizzati al 50%), con importanti e positive ricadute sui costi ed una evidente stabilizzazione dei prezzi verso il consumatore finale. Il ricorso, esaminato attentamente da Bruxelles nei mesi scorsi, ha dato esito positivo. La Commissione ha riconosciuto completamente le istanze dei produttori denuncianti, evidenziando in particolare come il livello di dumping sia elevato ed i benefici  non ricadano sull’utilizzatore finale ma sulla rete di intermediari operante nella distribuzione del prodotto.

Nei prossimi giorni il Comitato Antidumping che a Bruxelles riunisce i rappresentanti dei 27 Stati membri discuterà e voterà il documento della Commissione. Un voto favorevole permetterebbe di ristabilire sul mercato condizioni di fair trade per tutte le aziende del settore.

fonte: www.lastampa.it

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