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Archive for 10 ottobre 2008

Alberto Novarese: «In Oriente i prodotti chimici accessori, la linea tessile resta in Italia»

Una nuova filiale in Cina. E una sfida giocata sull’eccellenza. In modo da mantenere saldamente in Italia il core-business.
È la doppia scommessa della Saati Group, multinazionale di Appiano Gentile – dove nel 1935 venne aperto il primo stabilimento – all’avanguardia nel settore dei prodotti tessili speciali e hi-tech, esportati da tempo in tutto il mondo.
All’ombra della Grande Muraglia l’azienda lariana è sbarcata per la prima volta dieci anni fa. «Abbiamo iniziato con una filiale esclusivamente commerciale – esordisce Alberto Novarese, presidente della Saati – L’avvio è stato molto difficile, poi ci siamo assestati e abbiamo iniziato a crescere, fino ad arrivare ad avere una struttura con un centinaio di addetti, tutti locali, che si occupano di vendere il nostro prodotto su quel mercato».
Ora la nuova sfida, con la costruzione di un altro capannone a TianJin, un centinaio di chilometri da Pechino. L’inaugurazione della filiale è prevista per il 20 ottobre prossimo.
«Abbiamo costruito ex novo lo stabilimento – sottolinea Novarese – Accanto al magazzino, in questa fase porteremo in Cina anche parte della nostra produzione. Si tratta però solo di prodotti chimici accessori, non tocchiamo in alcun modo il settore tessile, che resta in Italia».
L’obiettivo di non delocalizzare il core-business è il secondo punto della scommessa che vede impegnata la dirigenza di Saati Group. «L’Europa non è più un luogo adatto a produrre, questo ormai è un dato di fatto inconfutabile – sottolinea Alberto Novarese – C’è sempre minore convenienza e le difficoltà aumentano di giorno in giorno. A questo punto, è chiaro che solo le aziende di maggiore eccellenza, che realizzano prodotti “difficili” in modo impeccabile, possono rimanere in Europa. La nostra sfida è proprio mettere a punto un piano organizzativo che ci permetta di mantenere a Como più a lungo possibile il cuore della nostra produzione, quello che ci caratterizza e che ci permette di portare in tutto il mondo il nostro marchio».
L’azienda di Appiano Gentile conta oggi su quasi 800 dipendenti, dei quali oltre 400 lavorano in Italia, in particolare nello stabilimento comasco. Sono quasi 150, invece, i collaboratori impiegati in Asia, soprattutto in Cina, mentre i restanti si dividono tra gli stabilimenti e gli uffici americani ed europei.
«Oggi è indispensabile un piano che punti sulla massima eccellenza – conclude Novarese – Attorno a noi c’è una tempesta fortissima su scala mondiale, e per superarla dobbiamo restare con i piedi per terra e recuperare uno spirito di imprenditorialità sana. La mediocrità non è più sostenibile in nessuna forma e livello di organizzazione. Ogni cosa, così come ogni persona, deve essere rimessa in discussione, dai vertici della società fino ai gradini più bassi, con umiltà e con il coraggio di trovare un nuovo punto di focalizzazione. Piaccia o no, questa è l’unica strada per garantirsi un futuro».

Anna Campaniello
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