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Archive for 19 settembre 2008

Fonte: Paese Cina

Sono una delle cose che sorprendono maggiormente i turisti stranieri in Cina. I kaidangku (开裆裤), sono i tradizionali pantaloni per bimbi che per tanto tempo hanno costituito l’economica alternativa ai pannolini usa e getta, tuttora troppo costosi per le famiglie contadine delle aree rurali.
Infatti la particolarità di questi pantaloncini è che all’altezza del cavallo presentano un’ampia fessura che consente di provvedere agli inattesi bisogni corporei dei piccini, anche quando si trovano fuori casa. Proprio così: il bambino che li indossa, privo di mutandine, viene sollevato da terra ed il gioco è fatto.

Oggi sono quasi desueti perché è brutto e poco igienico imbrattare le strade con escrementi, ma se si pensa a tutta la plastica utilizzata per fabbricare i moderni pannolini, sono una vera benedizione dal punto di vista ecologico. Quindi c’è poco da storcere il naso, i vecchi Kaidangku solo per questo meriterebbero un po’ più di rispetto! 


(il particolare di una foto che ho scattato ad un bambino con indosso un paio di Kaidangku invernali)

Bisogna comunque considerare che negli ultimi tempi in Cina si sono fatti enormi sforzi per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, soprattutto in vista delle prossime olimpiadi di agosto. 
Sempre in tema di igiene, vi consiglio la lettura dell’interessante articolo di Francesco Sisci sui bagni pubblici di Pechino, i cosidetti cesuo 厕所, per anni la “colonna olfattiva” della città, oggi resi inodori se non profumati.

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Tante le mostre sulla Cina aperte quest’anno nel nostro Paese, da nord a sud il gigante asiatico interessa molto anche sul piano artistico. Quasi impossibile seguirle tutte.
Solo lo scorso 9 agosto in Toscana – terra d’origine di Giacomo Puccini, autore della splendida Turandot – ne è stata inaugurata un’altra, davvero unica.
Si chiama Fengci Manhua 讽刺 漫画 (lett. ”vignetta satirica”), un titolo cinese per indicare in due parole quello straordinario e rivoluzionario mezzo espressivo che è la satira. Ovunque, anche in Cina.
Spiegano gli organizzatori: “Negli anni successivi alla rivoluzione culturale gli artisti satirici cinesi hanno dovuto affrontare molti problemi ed hanno imparato ad aggirare la censura con l’arma dell’ironia. Non si troveranno dunque, in questa mostra, vignette satiriche con immagini fortemente esplicite ma vere e proprie tavole artistiche con una vena sotterranea di ribellione. Il funzionario che parla con il giradischi in bocca, il cinese che sottobraccio porta un libro su come arricchirsi e in bocca ha un abaco destinato a contare i soldi, l’irraggiungibile altezza di un’urna elettorale da scalare o la desolante casacca maoista vuota, sono splendide allegorie satiriche di un potere dai mille volti, e poi ancora innumerevoli disegni su tangenti, funzionari corrotti, tasse, inquinamento e su uno sviluppo industriale che va a scapito di una umanità indifesa.
Crediamo che questa zona franca del disegno satirico permetta di capire qualcosa di più di un Paese sicuramente contraddittorio, dove il passato convive con un presente in vorticosa ascesa, ma permeato di una profonda cultura che vale certamente la pena di conoscere“. (da www.museosatira.it)

Trenta gli artisti cinesi invitati ad esporre le loro opere, tutti molto noti in patria, per un totale di 150 disegni. Curata da Cinzia Bibolotti e Franco A. Calotti, la mostra è realizzata con la collaborazione della China Artists Association e con la consulenza del sinologo Giorgio Giacomelli.

FENGCI MANHUA. LA SATIRA CONTEMPORANEA IN CINA
fino al 5 ottobre 2008
Museo della Satira e della Caricatura
Piazza Marconi 1, Forte dei Marmi (LU)
Biglietto: ingresso libero
Orari: dalle 17 alle 20 /  dalle 21 alle 24 (chiuso il lunedì)
Info:
info@museosatira.it  /www.museosatira.it
tel. +39 0584 280234
  

Fonte: Paese Cina

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