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Agosto 2008. Anno del Topo e costellazione del Leone: sono I miei segni. Il ciclo dell’eterno ritorno riprende …

Nuove più restrittive leggi sono state adottate nei confronti di quegli stranieri che durante il periodo olimpico non risiederanno presso gli alberghi della capitale… eccomi io sono una di questi, ma Maria ha già provveduto ed il visto atterra dolcemente tra le pagine del mio passaporto.

Mail dell’amico Q.. “ quando arrivi ti vengo a prendere all’aeroporto”… no è troppo lontano ed io starò da amici vicino all’aeroporto.” ..”Ehi dove sei?”…”sono ancora a Shanghai arrivo stasera ..eccomi finalmente…” “ sai qui da noi alloggia la nazionale italiana”.. inizia l’avventura

Casa Italia a fianco di Haidian Park…è un minareto quella cosa che svetta a fianco? No è un missile. Creazione nostra o dei Cinesi? Chi ha scritto che questo è un luogo assai frequentato di Pechino? Casa Italia è a nord ovest di Pechino non lontano dalla zona universitaria, uscita 40A del 5° anello…ormai l’ho imparato a memoria.

8 agosto 2008 Cerimonia di Apertura, davanti al maxi schermo di Casa Italia. Corale percussione di tamburi, meglio detti “fu”, antichi contenitori per il vino. Nell’antichità tali contenitori venivano percossi per dare il benvenuto ad amici lontani. I ragazzi urlano una frase di Confucio:” amici che arrivano da lontano, non è questa la felicità?” si per me lo è!!

Security e metal detector ad ogni stazione di metro. I volontari sempre rigorosamente in gruppo. Un sorriso si apre sui loro volti quando ti avvicini per chiedere informazioni. Le indicazioni non sono sempre corrette ma la volontà di essere utile è grande come questo paese. Sui loro visi brilla l’orgoglio di avere dato un contributo a queste Olimpiadi: per non accorgersene bisogna essere ciechi… o media occidentali! Estate 1981 mi sto dirigendo al Palazzo delle Telecomunicazioni per telefonare in Italia. Non so dove sia l’edificio e quindi mi avvicino ad un passante per chiedere informazioni…lui, il passante, al mio avvicinarsi – satana la straniera- mi guarda col terrore negli occhi…sono passati 27 anni.

Il concerto di Gianni Morandi a Casa Italia, attorno le gigantografie dei campioni di ieri appese alle pareti.

L’emozione del primo biglietto dell’Olimpiade è l’ingresso al palazzetto della Ginnastica, National Indoor Stadium, è il biglietto “ eh fatte dì de no di Intesa San Paolo”. Siamo sedute in  alto ma scendiamo perché I posti liberi sono molti. Qualificazione a squadre femminile: Russia, Germania, Australia, Ucraina. Che bello vederle volteggiare lì sotto.

L’emozione la prima volta davanti al Nido, lo Stadio Olimpico. Una giornata uggiosa e noi lontane per una fermata di metro sbagliata (informazione del volontario). La torcia in lontananza punteggia questo cielo sempre grigio degli agosto pechinesi, unico colore caldo di questa giornata nata male..ma certo sempre olimpica.

Gli schermi piatti installati in ogni vagone della metro ed anche sugli autobus. Queste Olimpiadi non si possono perdere davvero.

Gli autobus cinesi oggi sono moderni ed hanno l’aria condizionata ma le bigliettaie sono sempre inflessibili, con la loro matitona avvolta nell’elastico per staccare Il biglietto (1 yuan) ora in aggiunta urlano di vidimare gli abbonamenti ..nulla sfugge loro. E vogliono pure sapere dove scendi anche se non influisce certo sul prezzo. Il ricordo vola agli sgangherati autobus rossi e bianchi degli anni ’80 quando all’approssimarsi della fermata sempre lei, la nostra bigliettaia, si sporgeva e battendo forsennatamente la mano sulla fiancata urlava al megafono per avvisare e fendere così la grande folla di biciclette che transitava come un fiume il piena vicino al marciapiede. Il fiume di biciclette non c’è più al suo posto ora c’è un fiume di auto.

Le manine gonfiabili con le quali I Cinesi sugli spalti battono il tifo. Da noi non le ho mai viste, ci sono? Ci saranno?

Un momento di riposo a casa..vediamo un po’ che trasmette la tele…sollevamento pesi femminili, nooohhh!!

Rientro a casa la sera… momento di relax. Vediamo un po’cosa trasmette la tele… ping pong. Nooohhh!!

Pausa la mattina prima di uscire. Vediamo un po’ cosa trasmette la tele…badminton. Nooohh!!! E per forza che non li ho seguiti I risultati ..

Olympic Green Park i bagni chimici incredibilmente sempre pulitissimi. L’autobotte per lo svuotamento passa molto frequentemente. Mi ricorda un tempo I tricicli con la piccola botte di gomma il cui laido tremolio lasciava intendere lo schifoso contenuto. Ciclisti in canotte dai rutilanti colori fucsia o blu elettrico le conducevano pedalando lungo gli hutong la mattina e la sera per svuotare I tanti bagni lungo I vicoli, lasciando dietro di sè un caldo insopportabile fetore. Ho sempre pensato che fosse un lavoro disgustoso ma certo estremamente necessario.

La security dell’albergo dove alloggia la nazionale italiana alla Beijing Sports University…sono tutti “waidi”(esterni) e mi fermano ogni volta che transito anche se nella stessa giornata. Il capo indossa un cappello la cui circonferenza è molto superiore a quella della testa e dunque faccio una gran fatica a prenderlo sul serio ogni volta che me lo vedo davanti.

Dentro al Nido, proprio sotto di me scatta la finale dei 100 h femminile…L’americana Lolo Jones perde l’appoggio sul penultimo ostacolo. Era prima, non prende nemmeno una medaglia. Cosa passa nella testa in questi momenti?

Lo stand di Adidas ed all’interno la fantastica torre col bellissimo ed energizzante messaggio pubblicitario..bello, anzi bellissimo. Ci vorrebbe anche da noi questo ottimismo e questa forza.  Trovo che Adidas ha fatto cose egregie e di gusto per questa Olimpiade.

Stand faraonico di Nike all’interno della Oriental Mall di Wangufujing. Faccio una foto tanto è grande ed articolato.

Il biglietto falso (giuro che non sapevo lo fosse) col quale sono entrata a Wukesong alla partita di basket. Manca di ologramma e di barra argentata tipo euro. Inoltre è più sottile e meno spesso. La mia faccia è proprio una garanzia di onestà allora?

Il calzino corto velato nero su sandalini aperti bianchi che indossa la sig.ra Y.. della Beijing Sports University…lei proprio come vent’anni anni fa!!…allora andava tanto il tacco alto nei sandali anche per gli uomini accompagnato da occhiale da sole sul quale era d’obbligo mantenere l’etichetta adesiva. Il tacco era rinforzato da una placca di metallo che ne evitava il precoce consumo ma provocava un atroce rumore! E negli uomini questa fantastica visione sbucava prepotente da un calzone a campana – rigorosamente avvolto all’insù – che lasciava intravedere I radi peli isolati del polpaccio. Ora attorno a me ho una folla che cura il proprio aspetto sia nel fisico che nel vestire, educata, anche raffinata. Quando salgo in metro quantunque piena non provo il disagio che sento sul treno per pendolari che mi vede giornalmente salire in Italia.

Gli anziani cinesi in canotta bianca seduti sugli sgabelli che giocano a dama cinese..attorno il solito capannello di sfaccendati a guardare. Adesso come un tempo questa è la vita dei vicoli. Fa da sfondo a questa bisca rurale la biancheria appesa un poco ovunque, lingerie assolutamente no sexy. Mi chiedo come mai persone così minutine e magre mostrino di indossare sempre mutande apparentemente ciclopiche…yao shufule!!(= vogliamo essere comodi)

I volontari sono tanti, ogni categoria contraddistinta da magliette dai colori diversi. Il genere standard indossa la variopinta azzurro, giallo e bianco, cappellino, calzoni grigi, marsupio, tutto marcato Adidas. Quindi ci sono i tanti che passano il loro tempo seduti in metro a controllare il traffico: praticamente uno per vagone. Maglietta azzurra in cotone, fascia rossa al braccio. Infine non mancano le “ bisbetiche non domate” ovvero gli anziani che abitano negli hutong e trascorrono il tempo seduti su bassi sgabellini, sventagliandosi e facendo chiacchiere. Nessun passante, nessuno straniero, nessun foresto, nessun fatto od antefatto sfugge tuttavia al loro sguardo attento. Sono contraddistinti da magliettina bianca con logo Yangjing beer, uno degli sponsor olimpici. Sicuramente in Occidente l’assunto che la Cina sia un regime dove tutti sono controllati ha il suo proprio nerbo in questa speciale categoria!.

La maratona femminile del 14/8, ho la mappa con tutto il percorso in città. Partenza alle 7,30 perché poi il caldo potrebbe essere insopportabile. Arrivo a Tian Anmen puntualissima alle 7…Strano mi sembra tutto così tranquillo, sopratutto le mie antenne sono allertate dal fatto che nessun Cinese “è in coda”..loro per questo hanno un sesto senso. Chiedo ad un poliziotto dove sia la partenza..è tutto stranamente deserto. Lui mi guarda rispondendomi “che non hanno ricevuto comunicazioni in proposito”..uhm ? Infatti  ho sbagliato giorno: la maratona femminile si corre il 17/8. Pensare che mi sono alzata alle 6 per arrivare in tempo!!

C.. al ristorante vietnamita (davanti all’ambasciata belga!! Pare nessuno sappia dove sia) dopo 15 anni…che incontro…Poco tempo per raccontarsi una vita, culture diverse, emozioni, progetti e poi queste Olimpiadi che catalizzano tutto.. ma abbiamo ancora qualche settimana per il passato.

La ns cena nel ristorante tradizionale in uno siheyuan sotto un pergolato a chiacchierare fino a tardi…fuori il brusio colorato della notturna Dongzhimen. A fianco c’è una troupe giapponese che filma ripetutamente due delle vallette che presenziano alle premiazioni…e le esibizioni dello “spaghettatore acrobatico”..,. seguono inchini ripetuti…ancora inchini ripetuti…ancora una volta….

L’emozione la prima volta dentro al Nido. Finale dei 10.000 femminili, una gara bellissima ed avvincente. Bellissima ed intelligente la gara della statunitense Flanagan giunta inaspettata terza, imprendibile la Dibaba. La Turca è inguardabile  … (decontestualizzata questa frase sembra riferirsi ad altro).

Ho i tubetti di acquarello con me, mi faccio guidare il dito sulle guance usando il rosso ed il verde (il bianco non ce l’ho). Passeggio orgogliosa delle mie guancette “nazionali” ma scopro solo a casa lavandomi il viso che quello che ho tracciato sul volto è simile agli inguardabili graffiti metropolitani…amiche mie siete residenti all’estero da troppo tempo, cosa m’avete disegnato?!

I tanti negozi da sposa cresciuti in Xidan nord. L’incrocio con la Chang An là dove svetta lo Head Office di Bank of China opera dell’architetto Pei, mi è irriconoscibile.

La passeggiata serale attorno al canale a nord della Città Proibita, costeggiando Beihai e la nuova ma sempre vecchia residenza mandarinale della dirigenza cinese. Una poliziotta sorridente mi dice che lì non si può fotografare spiegandomi che il panorama della dagoba bianca di Beihai è più interessante. Fantastica ( il suo suggerimento non la dagoba)!

Gente seduta la sera lungo il canale, famigliole a godersi il fresco guardando I padiglioni della muraglia esterna della Città Proibita illuminati; fotografi amatori con cavalletti e potenti zoom, fidanzati, coppie, anziani…tanta pace e serenità. Un’altra Pechino meno Olimpica. Mi accorgo che una parte di vicoli a sud della strada che congiunge Xidan con Dongdan sono stati abbattuti…verranno grattacieli e luccichio anche lì? Speriamo considerino dimensioni più umane per questa vecchia Pechino che dovrebbe restare per loro e non solo per I turisti.

Refuelling China sta scritto- accanto ai relativi caratteri cinesi- sulle magliette di alcuni tifosi… gioco di parole cinese: “forza” e “fare il pieno” si dicono alla stessa maniera e Sinopec, il colosso petrolifero, è pure uno sponsor. Al momento abbiamo riso perché abbiamo pensato ad un errore di traduzione..invece..

L’aiuto cuoco cinese alla Beijing Sports University. Gli hanno fatto capire di tagliare il prosciutto a fette sottili. Lui, se vengono spesse, semplicemente le butta!! Un signore! Gli Italiani?? Furibondi. Beh il prosciutto pare essere un elemento di clash culturale e ricordo fu protagonista di un altro piccolo fraintendimento. Metà anni ’90 in un allora noto ristorante italiano della capitale, sono a cena con Mr V. Mr V nota con piacere sul menù il piatto “prosciutto & fichi” ed avuta conferma che lo si può ordinare attende che gli venga servito il desiderato piatto. Poco dopo infatti il cameriere cinese gli porta un bel piatto di prosciutto…e basta. Mr V. si rivolge al cameriere” scusi e I fichi?”. Il cameriere imperturbabile gli risponde: “Sono già dentro Signore!”. Al che Mr V. uomo di grande spessore e di straordinario spirito alzata una fetta con la forchetta, guardandola in trasparenza ribatte “ io non li vedo però!!!”

8 agosto 2008 Cerimonia di Apertura. E’ andato tutto bene ma quando siamo oramai arrivate a casa..comincia a piovere..che fortuna. Forse contemporaneamente Putin sull’aereo speciale che lo riporta in patria ordina il bombardamento dell’Ossezia.

Capital Museum: una piccola occidentale in un tempio della cultura strapieno di gente. File lunghissime alle quattro casse. Gli occidentali si contano sulla punta di una mano. E stato costruito nel 2005 su un progetto sino-francese e raccoglie fra l’altro collezioni provenienti dal Palazzo di Confucio in Guozijie. Questo luogo rappresenta la memoria per me più straordinaria dopo le  Olimpiadi.

La ricarica telefonica China Mobile che ho comprato all’edicola vicino allo zoo perché avevo terminato il credito…moh debbo capire come fare per attivarla!! Incredibile adesso a Pechino ci sono le edicole, chioschetti tondi, inequivocabile la loro funzione, strapiene di riviste anche internazionali, nella loro versione in cinese: harper bazar, cosmopolitan, riviste di viaggi, di cucina, biglietti della lotteria. Però sotto, nella metro, in certi angoli nascosti dietro qualche colonna c’è ancora la signora seduta su un micro sgabello col suo fascio di quotidiani nelle edizioni pomeridiane e serali. Passa il treno scarica una folla, qualcuno ha fretta e allunga una mano e se ne va con quei due fogli zeppi di caratteri che sono l’edizione serale da leggere magari nella tratta di metro successiva.

Con M.. arriviamo in metro a Xizhimen quindi camminiamo in cerca della fermata azzurra della special line K24 che porta diretta al palazzetto a Baishiqiao…la K24 non passa ed allora saliamo su un taxi, ma c’è un ingorgo. Non fosse che è caldo ci sarebbe convenuto andare a piedi come ho fatto poi al ritorno. Il Palazzetto di Baishiqiao è ancora quello di 30 anni fa, rimodernato ma non certo quel prodigio di architettura visto sino allora. Qualche cosa di più umano nella sua banalità socialista!.

Il treno superveloce maglev che ho preso al mio arrivo all’aeroporto Pudong Int’l di  Shanghai. B.. mi disse che dovevo assolutamente salirci. Salgo, mi sistemo…ops siamo già arrivati. Un lampo: 8’ per 32 km. Adesso c’è pure un treno superveloce Beijing Tianjin che impiega 35’: ancora una volta senza parole..

Beijing Sports University andiamo alla pista indoor di atletica dove si allenano I ragazzi italiani dell’alto. E’al coperto, un vero forno crematorio. In un attimo il sudore scende copioso …

La mega palestra con le attrezzature Technogym: 200 macchine, mai visto una cosa tanto imponente. L’amico Q.. me la mostra orgoglioso una sera prima di riaccompagnarmi a casa. Anche io sono contenta perché dopo il suo rientro dall’Italia è riuscito a crescere nella fiducia dei suoi capi.

I vecchietti nel parco tengono in mano grandi rocchetti per aquiloni che volano tutti altissimi nel cielo. Sono col naso all’insù a cercare di vedere quanto s’è alzato il puntolino. Gli anziani seduti muovono con naturale abitudine il ventaglio, osservandomi. A me sembra che nella loro vita non si siano mai mossi da lì.

Devo vedere il famoso palazzo sghembo di CCTV che ho già fissato in un acquarello da una foto…I Pechinesi lo chiamano le” mutande”. Debbono sempre appiccicare dei nomignoli a tutto.

Cerimonia di Apertura. L’esibizione di taiqi: un cerchio umano circonda un quadrato. Cielo e Terra. L’unione di cielo è terra è il buon governo, l’armonia… di 1, 3 mld di persone, per quanto sarà possibile?

L’imbarazzo della signora G.. Voleva invitare gli Italiani a mangiare I jiaozi ma pare si siano rifiutati…le ho spiegato che durante l’Olimpiade non avrebbero mai accettato ma di riprovare ad invitarli al termine, prima della partenza. E’ sinceramente dispiaciuta ed agitata, vorrebbe avere modo di capire e di spiegare…ma non c’è nessun interfaccia linguistico…come fanno a comprendersi?

Un resoconto informa che circa l’80% degli atleti testati è risultato aver fatto uso di viagra, sostanza comunque non inclusa in quelle illegali…ah!? Adesso ho capito perché il villaggio olimpico è completamente circondato da alte reti…occhio a passarci vicino.

Casa Italia. Maria mettiti lì sotto la gigantografia di Klaus Di Biasi che ti faccio una foto per ricordati lui chi è. I suoi tuffi dalla piattaforma dei 10 m erano tripla capriola con doppio avvitamento carpiato all’indietro =  sinonimo di difficilissimo.  Dentro al Nido. Lì davanti a me quasi a toccarla la pista rossa, sono in 9a fila. Notte magica stanotte con la finale dei 100 m maschili..io c’ero! Due gambe sparate a saetta bruciano come un proiettile I 100 m più veloci della storia… proprio lì davanti a me. Il delirio di 90.000, la pelle vibra sotto quel boato, in alto la torcia imperturbabile a quello che ha visto continua a bruciare.
Simonetta Rigato

 

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