Una doccia fredda, sulle aspettative di un veloce rimbalzo della crescita cinese, arriva dagli ultimi dati sulle esportazioni. Secondo l’amministrazione centrale delle dogane di Pechino, l’export dalla Cina verso il resto del mondo è calato pesantemente anche nel mese di aprile: con un valore di 92 miliardi di dollari, le vendite globali del made in China sono risultate inferiori del 22,6% rispetto allo stesso mese del 2008. Quello di aprile è il sesto mese consecutivo in calo per le esportazioni cinesi. E’ un dato che smorza l’ottimismo diffuso nelle settimane scorse circa una risalita rapida dell’attività economica nella superpotenza asiatica. La stessa amministrazione delle dogane inoltre ha rivelato che per tutto il primo trimestre c’è stato un arretramento generale dell’export cinese verso i suoi tre principali mercati di sbocco: Unione europea, Stati Uniti e Giappone. La sensazione che la ripresa cinese possa essere più lontana del previsto ha provocato delle conseguenze anche sui mercati delle materie prime, dove hanno perso quota i futures del rame e dell’oro. Il prezzo del rame in particolare è un indicatore sensibile della congiuntura cinese, per l’utilizzo intensivo di questo metallo da parte della grande industria di base. L’effetto positivo della manovra di spesa pubblica varata da Pechino si fa sentire invece sugli investimenti interni. Gli investimenti in capitale fisso nelle zone urbane sono aumentati ad aprile ancora più del previsto, compensando almeno in parte la delusione sul fronte del commercio estero. Gli investimenti in macchinari industriali e in proprietà edili sono cresciuti del 30,5% nei primi quattro mesi del 2009 rispetto al periodo gennaio-aprile del 2008. Un segnale di stabilizzazione sembra venire anche dal mercato immobiliare. Nelle 70 città cinesi di dimensioni medio-grandi i prezzi delle case ad aprile sono calati dell’1,1% in media, rispetto allo stesso mese del 2008. Da questo dato sembra che il tasso di deflazione sia in rallentamento: a marzo infatti gli stessi prezzi immobiliari erano scesi dell’1,3%. Questo lascia sperare che la de-crescita del mercato immobiliare stia per raggiungere un “pavimento”.
Fonte: www.repubblica.it
